Csc: effetto Coronavirus su industria in 1° bimestre modesto

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Secondo i dati del Centro studi di Confindustria gli effetti dell’emergenza sanitaria saranno visibili nella produzione industriale di marzo e, soprattutto, in quella del secondo trimestre

L'impatto sull'industria dell'emergenza coronavirus sarà visibile nella produzione industriale di marzo e, soprattutto, in quella del secondo trimestre. Lo scrive il Csc spiegando che la produzione nel primo bimestre mostra "una forte oscillazione. Al rimbalzo di gennaio (+1,9%) è seguita una correzione in febbraio (-0,5%), spiegata solo in minima parte dagli effetti delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19", si legge nella nota. 

"Le informazioni disponibili preannunciano però un impatto più significativo nella produzione industriale di marzo e, soprattutto, in quella del secondo trimestre, quando si faranno sentire sull’industria gli effetti della caduta della domanda nel terziario, il comparto oggi più colpito. In un'economia già debole prima dell'emergenza sanitaria, il pil è atteso in calo già nel primo trimestre e vi sono elevate probabilità di una caduta più forte nel secondo", osserva il Centro studi di Confindustria. 

I dati

ll Csc rileva una diminuzione della produzione industriale dello 0,5% in febbraio su gennaio, quando è aumentata dell’1,9% su dicembre 2019. Nel primo trimestre 2020 la variazione acquisita è di -0,2% congiunturale (da -1,4% nel quarto 2019). La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, arretra in febbraio del 3,7% rispetto allo stesso mese del 2019; in gennaio è diminuita del 2,6% sui dodici mesi. Gli ordini in volume scendono dello 0,6% in febbraio su gennaio (-1,4% su febbraio 2019), quando sono aumentati dello 0,2% su dicembre (-0,6% annuo).

Il primo bimestre 2020 registra una variazione acquisita della produzione di -0,2% rispetto al quarto 2019. Fino a febbraio l’impatto delle misure di contenimento della diffusione in Italia del Covid-19 risulta essere ancora limitato nell’industria ed è riconducibile quasi esclusivamente alle interruzioni lungo le catene globali del valore, originate dalla mancata produzione in diversi distretti della Cina. Per quanto riguarda invece gli effetti diretti, dipendenti dal blocco delle attività deciso dalle autorità in alcuni comuni italiani, in febbraio al momento sono marginali per due ragioni: il decreto è entrato in vigore il 23 febbraio e ha interessato un’area ristretta, con una quota di industria pari a circa il 20% del tessuto produttivo locale. 

La tendenza

A fronte di un limitato shock negativo sul fronte dell’offerta nel periodo di rilevazione, l’economia italiana si trova ad affrontare uno shock della domanda i cui effetti sono iniziati alcune settimane fa e oggi sono diffusi e profondi nel comparto dei servizi: in alcuni settori (ristorazione, alloggi, trasporti, attività di intrattenimento e di divertimento) il calo della domanda si è accentuato drammaticamente dopo la scoperta dei focolai di Covid-19 in Italia. 

In particolare hanno contribuito il forte e repentino rallentamento dei flussi turistici verso l’Italia e le crescenti preoccupazioni che hanno modificato radicalmente i comportamenti delle famiglie. Gli effetti della diminuzione dell’attività nel terziario non sono ancora stati colti dalle statistiche sull’industria in febbraio, ma saranno già evidenti da marzo e, ancora di più, nei mesi primaverili.

 

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