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Prima alla Scala, 16 minuti di applausi per la Tosca di Puccini

3' di lettura

Lo spettacolo inaugurale della stagione 2019-2020 è firmato da Davide Livermore, con la direzione di Riccardo Chailly. Applausi a scena aperta per la soprano Anna Netrebko

Sedici minuti di applausi. Entusiasmo del pubblico del Teatro alla Scala di Milano per il dramma storico di Tosca dalla musica di Giacomo Puccini e da una regia con effetti cinematografici. Lo spettacolo inaugurale della stagione 2019-2020 è firmato da Davide Livermore, con la direzione di Riccardo Chailly. La serata ha visto nella Sala del Piermarini i nomi più noti della borghesia meneghina, del mondo dell'industria, della cultura, della moda, della politica, delle istituzioni, a cominciare dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, applaudito a lungo al suo apparire nel palco centrale e anche a conclusione dell'opera. Presenti anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, i ministri dei Beni culturali, Dario Franceschini, dell'Interno Luciana Lamorgese e dello Sport Vincenzo Spadafora oltre a Liliana Segre solo per citare alcuni dei presenti.

Gli interpreti 

A lungo applauditi e sommersi da cori di "bravi, bravi" sono stati gli interpreti dell'opera, accolti alla fine dello spettacolo da una pioggia di fiori e coriandoli dorati. Apprezzatissima soprattutto Anna Netrebko (Tosca), ma anche Francesco Meli (Cavaradossi), Luca Salsi (Scarpia). Il coro e le voci bianche dell'Accademia scaligera erano diretti da Bruno Casoni.  Un'ovazione ha accolto il maestro Chailly, che ha riportato al pubblico la prima versione dell'opera che Puccini presentò al Teatro Costanzi di Roma nel 1900 reinserendo gli otto passaggi che il compositore aveva cancellato. Sono passaggi significativi, soprattutto quelli che sottolineano momenti drammatici, come quello in cui Tosca affonda il coltello nel ventre di Scarpia.

Una regia cinematografica

A coinvolgere il pubblico in sala è stata anche la regia molto 'cinematografica', nella Roma papalina del 1800 fra riferimenti rinascimentali e del grande barocco romano. Per seguire la musica di Puccini e rappresentare un dramma di amore, sesso, odio, malvagità, inganno, che conduce a morte tutti i protagonisti, Livermore utilizza ogni strumento teatrale, i costumi (di Gianluca Falaschi), le luci (di Antonio Castro), i video (D-Wok), i contrasti di colori, ma soprattutto sfrutta la grande macchina scenica della Scala per valorizzare la scenografia di Giò Forma. (VEDI LE FOTO DI SCENA)
Nel primo atto, la basilica di Sant'Andrea Della Valle, dove trova rifugio il patriota Angelotti, viene esplorata in ogni angolo come dalla zoomate di una macchina da presa. La preghiera di Tosca, 'Vissi d'arte?', è intonata a luci spente, lei sola illuminata da un occhio di bue. Di grande effetto la scena finale tutta in bianco e nero ad eccezione di Tosca. il dramma si compie e quando le guardie si accorgono dell'assassinio di Scarpia, Tosca per non essere catturata si getta nel vuoto: l'intera scena sprofonda con lei. Ma anche qui, sorretta da un invisibile braccio meccanico, un'altra Tosca resta sospesa sullo sfondo e va a sparire avvolta in fasci di luce, sulle note di 'E lucevan le stelle'. Scende il sipario, partono gli applausi. 2 milioni 559 mila euro l'incasso dell'inaugurazione della stagione lirica della Scala con Tosca, 1920 presenze.

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