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Notte prima degli esami, il significato della canzone di Antonello Venditti

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4' di lettura

Il brano del 1984 del cantautore romano è stato capace di attraversare le generazioni, diventando l'inno della Maturità. Ecco quali sono i riferimenti nascosti nel testo

Mancano poche ore alla prima prova del 19 giugno e come ogni anno ricominceranno a risuonare le note di una canzone che è diventata l’inno della maturità. Si tratta di 'Notte prima degli esami', il celebre singolo di Antonello Venditti uscito esattamente 35 anni fa, nel 1984. Il brano, pubblicato in formato 45 giri insieme ad un altro grande successo del cantautore romano, 'Ci vorrebbe un amico', racconta le emozioni provate dallo stesso Venditti in un'estate romana di fine anni Sessanta in cui anche lui si apprestava ad affrontare l'esame di Maturità al liceo classico Giulio Cesare di Corso Trieste, a Roma. La canzone ha avuto, sin dalla sua uscita, grande successo ed è riuscita ad attraversare le generazioni anche grazie all’omonimo film del 2006 con Nicolas Vaporidis e Giorgio Faletti. Nel brano il cantautore fa molti riferimenti al proprio passato e alla situazione socio politica del Paese in quegli anni. Per alcuni di questi versi Venditti si è espresso pubblicamente, svelandone il significato, per altri invece ha preferito lasciarli alla libera interpretazione di ognuno.

I "quattro ragazzi" e le "bombe delle sei"

La canzone si apre con i versi 'Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra | E un pianoforte sulla spalla', che Venditti, anche nella sua autobiografia, ha spiegato essere "I Giovani del Folkstudio", ossia Giorgio Lo Cascio, Francesco De Gregori, Ernesto Bassignano e lo stesso Venditti, che ai tempi muovevano i primi passi proprio all’interno del locale romano. Dei quattro, quello con il pianoforte sulla spalla è proprio l’autore del brano che a differenza degli altri tre ama accompagnare le proprie canzoni con questo strumento. I quattro probabilmente hanno appena finito di suonare e si apprestano a tornare a casa. Nei versi successivi il cantautore romano utilizza indirettamente una citazione colta, facendo riferimento ai pini di Roma dell'opera di Respighi, che "non si spezzano", per descrivere i sogni dei quattro artisti in erba. Tra di loro parlano del mondo che li circonda, stupendosi di 'come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?' o ricordando che le 'bombe delle sei non fanno male'. Per quest’ultimo verso l'interpretazione non è chiara: l'autore potrebbe far riferimento agli ordigni che nel ’69 esplosero a Roma a breve distanza dall'attentato che colpì piazza Fontana a Milano, che però a differenza del capoluogo lombardo non fecero morti. Oppure al dolce (la 'bomba') farcita di crema che si è soliti prendere ancora caldo nelle panetterie o nei bar che aprono di primo mattino, al termine di una nottata passata con amici.

L'incontro con Claudia

Dopo le prime strofe Venditti descrive un appuntamento con l'amata Claudia, che incontra proprio la notte prima degli esami. I due non si vedono da una settimana, probabilmente a causa delle giornate passate davanti ai libri per prepararsi alla prova. Nella canzone Venditti racconta come in quelle ore di ansia 'Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto', ma ciononostante da' appuntamento a Claudia 'al solito posto'. Nei versi successivi l'autore racconta con dolcezza come i due facciano l'amore mentre la vita notturna di Roma continua a scorrere tra sirene, ambulanze e polizia. Notte in cui qualcuno potrebbe anche aver perso la vita, 'forse qualcuno te lo sei portato via'. Tra i vari riferimenti, da grande appassionato quale è, non poteva mancare il richiamo al calcio: 'Notte di sogni, di coppe e di campioni'. Ironia della sorte, l'estate successiva all'uscita della canzone, lanciata nel marzo del 1984, la 'sua' Roma arriva proprio in finale di Coppa dei Campioni e ha la grande chance di giocare la partita all'Olimpico: ma non riuscirà a battere il Liverpool.

Gli aerei volano "tra New York e Mosca"

Tra le varie preoccupazioni, ogni tanto nel brano riemergono anche i timori per l'esame imminente: 'Notte di lacrime e preghiere', che Venditti esorcizza promettendo che 'La matematica non sarà mai il mio mestiere'. Intanto gli aerei volano 'tra New York e Mosca', attraversando la Cortina di ferro che ancora divide l'Europa e il mondo durante la Guerra fredda. Mentre si appresta a passare le ultime ore prima dell'esame, nelle ultime strofe, c'è un repentino cambio di scena con Venditti che abbandona il passato e torna al presente in cui è ormai un cantautore affermato, 'Si accendono le luci qui sul palco'. Una condizione appagante che gli fa venire voglia di cantare ma che non gli impedisce di abbandonare 'la voglia ancora di cambiare', che lo ha accompagnato proprio in quella notte prima degli esami.

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