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Milano Moda Uomo, la fashion week entra nel vivo. In scena il meglio del Made in Italy

3' di lettura

È l’arte a ispirare Angela Missoni: la sua collezione è contagiata dall’euforia dei movimenti dei decenni passati. Protagonista anche l’eleganza rilassata di Brunello Cucinelli, con la sua azienda che continua a crescere. Versace riflette sull’uomo contemporaneo

La fashion week maschile è entrata definitivamente nel vivo. Dopo l'apertura ufficiale di venerdì sera con la sfilata di Ermenegildo Zegna nell'inconsueto scenario della stazione centrale di Milano le presentazioni delle collezioni (IL PROGRAMMA) per l'autunno-inverno 2019-2020 proseguono con due dei maggiori rappresentanti del made in Italy. Nello show-room di Missoni, ospitato in uno dei più bei cortili di Brera, ad essere protagonista è l'arte. La collezione maschile per i prossimi freddi è contagiata dall'euforia dei movimenti artistici internazionali dei decenni passati, reinterpretati però in chiave contemporanea. Il risultato è una tavolozza di colori che dal cammello va all'ocra, dal vino scuro al blu elettrico fino al turchese mentre la silhouette diventa stretta e allungata modellando dolcemente il corpo.

L’eleganza di Cucinelli

Dal cuore della città al cuore pulsante della nuova Milano. Siamo nell'ex zona industriale che da via Tortona va a via Morimondo. Ieri capannoni di fabbriche ormai dimenticate, oggi quartier generale di grandi brand del fashion e del design. Una fenice risorta dalle proprie ceneri, ora vero e proprio distretto commerciale della moda. È qui che ci accoglie Brunello Cucinelli, l'imprenditore umbro che ha fatto del capitalismo umanistico il suo punto di forza. La sua azienda ha chiuso il 2018 con un segno + e prevede anche per quest'anno quella che lui stesso definisce una “crescita garbata”. Una crescita che è in linea con la tendenza di tutto il menswear il cui fatturato dal 2013 ad oggi è cresciuto del 9% con l'Italia in testa con il 38% del valore della produzione in Europa. Aldilà della freddezza dei numeri quello che emerge è l'immagine di un settore in forte espansione con un uomo che si presenta come compratore molto competente. "L'uomo non ha meno desiderio di comprare della donna”, afferma Brunello Cucinelli - “abbiamo le stesse necessità. C'è in questa collezione l'idea di vestirsi bene: le forme cambiano, è tutto leggermente più morbido. Quest'anno abbiamo aggiunto anche i tuxedo, molto richiesti dagli americani. Tuxedo blu, colorati, in cammello e che possono però anche essere spezzati. L'ispirazione è l'eleganza degli anni '50, ma rivisitata in chiave contemporanea."

La sfilata di Versace

Alla sfilata di Versace anche Sfera Ebbasta, Chiara Ferragni e Fedez. Non più di proprietà della famiglia, ma sempre sotto la direzione creativa di Donatella, quella della Medusa è una riflessione sul concetto di uomo oggi. Il risultato è una collezione che sfida convenzioni e stereotipi. “Negli anni '90” - ci racconta la stilista -  “c'era un'idea molto precisa di chi fosse l'uomo, di come dovesse vestirsi e comportarsi. Con il nuovo millennio tutto questo è’ stato stravolto poco per volta e la moda si è evoluta drasticamente.” Giacche sartoriali abbinate a pantaloni di plastica trasparenti e camicie di seta, pizzo ricamato su maglieria fluo indossata con il Principe di Galles, un inno alla libertà e all’ironia seguendo il diktat ‘osare di più’. Insomma, guardando sfilare l’uomo della prossima stagione sembrerebbe che l’obiettivo di Versace sia proprio quello di cavalcare la rivoluzione della moda. 

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