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"Ben is back" una Julia Roberts da Oscar

3' di lettura

Arriva in sala una pellicola che esalta la bravura di Julia Roberts intensa e ostinata madre di un ragazzo tossicodipendente

Ho pensato che fosse in qualche modo carino scusarmi per la prolungata assenza sul web e tornare a scrivere in questo spazio presentando un film che si intitolasse (un po' profeticamente) “Ben is back”. Insomma anche io sono tornata, eccomi.

Chi è Ben

Il Ben in questione è interpretato dal fulgido Lucas Hedges che si era già fatto conoscere in “Manchester by th Sea” tanto da ottenere una candidatura all’oscar. Di questo film in cui esiste un solo colore, il grigio delle fredde giornate invernali dove la neve non scende più ma si ghiaccia e si sporca ai margini delle strade, mi ha colpito soprattutto la sua co-protagonista, una certa Julia Roberts. Premetto che la apprezzo molto di più adesso che non ai tempi di Pretty Woman (è un gusto mio personale ma dolce e simpatica non l’ho mai naturalmente trovata) mentre secondo me è più autentica e vera in un film come “I segreti di Osage County”. In questa pellicola che giustamente è stata acclamata al Toronto Film Festival e ha vinto il Premio Speciale della Giuria ad Alice nella Città, Julia che di anni ora ne ha 51 è una madre coraggiosa, ostinata e innamorata del figlio tanto da credere ad ogni sua parola. Anche se il figlio in questione è un tossicodipendente. E’ la vigilia di Natale e Ben, che da mesi è in comunità e non si droga da 77 giorni, contro il parere dei suoi medici decide di tornare a casa per passare almeno una notte con la sua famiglia. Il dolore però, per tutto il dolore che lui stesso ha procurato ai suoi cari, la debolezza di non sapere se ce la farà a rimanere “pulito” fino in fondo e i sensi di colpa per una vita buttata e per miracolo non ancora definitivamente spezzata, lo tormenteranno in queste 24 ore. Da una parte lui, in mezzo i fratelli che gli vogliono bene ma sono diffidenti e spaventati dalla sua sola presenza, e al di là di tutti e tutto lei, la madre che non può fare a meno di amarlo. E’ un rapporto così profondo il loro, un continuo litigare e riappacificarsi, un perdersi e ritrovarsi all’infinito nella sola speranza di non farsi più male a vicenda. I sensi di colpa di lei, quelli di lui, un problema enorme da affrontare come la dipendenza dall’eroina, la depressione, la paura per il futuro. Un film che ci ricorda che non bisogna “essere sporchi, brutti poveri o cattivi” per finire nel tunnel delle dipendenze e che non è detto che alle spalle si debba avere avuto una famiglia assente o un’infanzia con poco amore.

La lotta della madre Holly

Non so cosa ad un certo possa scattare nella mente di un ragazzo per distruggersi così, lentamente ma inesorabilmente, posso però provare ad avvicinarmi a capire il personaggio interpretato dalla Roberts che si chiama Holly ed è una madre che semplicemente non smette di amare il proprio figlio e non smette di aiutarlo. il punto è proprio tutto in questa lotta all'infinito. Un'amica che a sua volta ha perso la figlia per overdose nel film le dice: “lo sai che non guarirà mai ma non puoi smettere di aiutarlo. Se lo facessi non te lo perdoneresti per il resto della tua vita”.

 

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