L’Attila di Verdi apre la stagione della Scala: la trama

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L’opera è andata in scena per la prima volta nel 1846 ed è basata sul libretto di Temistocle Solera. Racconta i drammi dei protagonisti dopo il sacco di Aquileia: Odabella, figlia del signore della città, vuole uccidere Attila, re degli Unni, per vendicare il padre

Opera lirica di Giuseppe Verdi, Attila è un dramma basato sul libretto di Temistocle Solera e tratto dalla tragedia “Attila, Koning der Hunnem” di Zacharias Werner. L’opera, divisa in un prologo e tre atti, mette in scena le vicende dei tre protagonisti: Attila, re degli Unni, Ezio, generale romano, e Odabella, figlia del signore di Aquileia. Attila debuttò al teatro “La Fenice” di Venezia il 17 marzo 1846. Nello stesso anno, andò in scena per la prima volta anche alla Scala di Milano, teatro dove torna per la Prima del 7 dicembre 2018. (Le prime della Scala degli ultimi dieci anni. FOTO)

Prologo

L’opera è ambientata ad Aquileia, provincia di Udine, attorno alla metà del V secolo. L’intera famiglia di Odabella, figlia del signore della città, è stata uccisa durante il saccheggio della città da parte di Attila, re degli Unni. Odabella decide quindi di vendicarsi di Attila, uccidendolo. La ragazza viene condotta, insieme a un gruppo di vergini aquileiesi fatte prigioniere durante il sacco, al cospetto del re degli Unni. Attila, ammirato dal coraggio dimostrato da Odabella, le dona la propria spada e lei medita di ucciderlo proprio con quella. A quel punto entra in scena il generale romano Ezio, antico avversario del re degli Unni, che propone ad Attila di spartirsi l’Impero, lasciando a lui l’Italia. Al rifiuto di Attila, Ezio reagisce andandosene sdegnato. Il prologo si chiude con la scena dei profughi di Aquileia che, fuggiti dalla città distrutta, si rifugiano nella laguna veneta. Il loro capo è Foresto, fidanzato di Odabella, che dice di voler fondare una nuova città e ritrovare la sua amata.

Atto I

La scena si sposta nei pressi di Roma. Qui, in un bosco, Odabella piange il padre ucciso e incontra il fidanzato Foresto. Lui però la respinge, accusandola di tradirlo con Attila. Odabella nega tutto e lo rassicura dicendogli che si tratta di uno stratagemma: sta seguendo il re degli Unni solo per poterlo uccidere con la sua spada. Intanto, in una tenda nel bosco, Attila si sveglia di soprassalto. Racconta al suo scudiero Uldino di aver sognato che, una volta giunto alle porte di Roma, sarà fermato da un vecchio che gli imporrà di arretrare di fronte alla terra di Dio. Uldino però lo rassicura e Attila si prepara a invadere la città. Eppure il sogno si rivela premonitore: dopo essersi messo in marcia, il re degli Unni viene fermato da un canto religioso. È una processione guidata da Papa Leone I, che gli impone di arretrare usando le stesse parole udite nel sogno.

Atto II

Nel campo romano il generale Ezio è furioso quando scopre che l’imperatore Valentiniano ha imposto una tregua con gli Unni. Attila, accantonate le ostilità, propone una nuova alleanza a Ezio e lo invita a un banchetto. Nel frattempo, Foresto fa sapere al generale che ha intenzione di uccidere Attila: lo avvelenerà durante la festa. Al banchetto l’aria è nefasta: un forte vento spegne tutti i fuochi e provoca terrore tra i partecipanti. A quel punto, Foresto avverte la fidanzata che Attila sta per bere da una coppa avvelenata. Odabella però non ci sta perché vuole essere lei a ucciderlo: avverte il re, salvandogli così la vita. La giovane chiede ad Attila di perdonare Foresto e il re degli Unni esaudisce il suo desiderio, a patto che lei diventi sua sposa.

Atto III

L’ultimo atto si apre nella foresta, tra gli accampamenti degli Unni. Foresto è deluso da Odabella e pensa alle imminenti nozze con Attila. Viene quindi a sapere che i Romani sono nel campo, pronti a uccidere il re. A quel punto arrivano Ezio e Odabella, pentita per il suo gesto di prima. Attila, che ha inseguito la giovane, viene quindi bloccato dai tre nella foresta, proprio mentre stanno arrivando i soldati romani. Inizia lo scontro tra Unni e Romani e Attila ricorda i favori che ha fatto ai tre: a Ezio la salvezza di Roma, a Foresto la grazia, ad Odabella il trono. Quest’ultima però non vuole ascoltarlo e lo pugnala, vendicando infine la morte del padre.

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