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Michelangelo era mancino: un genio alle prese con i pregiudizi

Ritratto di Vittoria Colonna, eseguito nel 1525 e conservato al British Museum, dove Michelangelo avrebbe nascosto un suo autoritratto (Foto: Ansa)
2' di lettura

Il geniale artista non voleva ammetterlo per la fama negativa di cui soffriva il Mancinismo. Un nuovo studio conferma che il maestro era costretto a dipingere con la mano destra

È stato uno dei giganti dell'arte, ma il suo genio, il suo talento furono costretti a fare i conti con un'artrosi che segnò il cammino della sua vecchiaia. Eppure continuò a dipingere e scolpire fino alla fine, nel 1564. Aveva 89 anni Michelangelo quando morì. La scoperta della patologia che lo affliggeva è arrivata nel 2016 grazie a uno studio italiano che prese in esame tre ritratti del maestro tra i 60 e i 65 anni. Tutti e tre i dipinti mostrano la mano sinistra di Michelangelo. Studiando la mano sono stati evidenziati dei noduli riconducibili ad una osteoartrite di grado elevato. La malattia avrebbe preso origine dall'uso quotidiano di scalpelli e martelli e sarebbe peggiorata in età adulta. Adesso - sempre attraverso un'accurata disamina degli stessi dipinti - spiega lo studio pubblicato su Clinical Anatomy dall'esperto di medicina nell'arte Davide Lazzeri - emerge una nuova verità sul genio del Rinascimento.

L'artista era costretto a dipingere con la mano destra

Era mancino. Ma non voleva ammetterlo. Colpa di quella fama negativa di cui ha sofferto nei secoli il Mancinismo.  A cominciare dall'etimologia del termine mancino: mancus in latino significa "storpio", "minorato", "mutilato". Un'accezione negativa che nel tempo portò quasi ad una sorta di razzismo pseudo-scientifico. Pregiudizi che - secondo gli storici -  "erano ancora più forti per gli artisti che lavoravano a contatto con il clero". E così anche Michelangelo non riuscì a superare questo ostacolo sociale, usando molto spesso la mano destra. Nel corso del tempo però la storia ha riscritto la verità sul mancinismo. Basti fare qualche nome di mancini celebri: da Leonardo a Beethoven, da Picasso a Einstein, da Kant a Kafka, da Bob Dylan a Jimi Hendrix. Ah, dimenticavamo. Anche la divina Marylin era mancina. Ma questa è un'altra storia.

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