Buon compleanno Fiorella Mannoia, la cantante compie 64 anni

Fiorella Mannoia al Festival del Cinema di Roma del 2016 (archivio Getty Images)
8' di lettura

L'artista romana, nata il 4 aprile 1954, è una delle voci più amate della musica italiana. Alle spalle ha 39 album, 5 film e il record di vittorie di "Targhe Tenco", ex aequo con Conte, De André, De Gregori e Fossati

Sono passati 21 anni dall'uscita di “Non sono un cantautore”, canzone del 1997 scritta da Piero Fabrizi e che Fiorella Mannoia ha reso il suo biglietto da visita. Un brano che sembrava ritagliato sull'artista romana per spiegare ciò che non era, ma anche tutte le cose che, invece rappresentava con fierezza. Il 4 aprile Fiorella "la rossa" compie 64 anni, vissuti come “un attore, un santo, una balia senza prole”, ma soprattutto come una delle più grandi interpreti della musica leggera italiana.

Dal cinema alla musica

Non tutti sanno che l'esordio artistico di Fiorella Mannoia, nata a Roma il 4 aprile 1954, è avvenuto nel mondo del cinema. Figlia dello stuntman siciliano Luigi Mannoia, Fiorella, come i suoi due fratelli, Maurizio e Patrizia, inizia la carriera artistica varcando la soglia della settima arte come controfigura di Lucia Mannucci nella commedia musicale per la tv “Non cantare, spara” (1968) e poi di Monica Vitti in diversi film. Dopo alcune partecipazioni a film spaghetti western, esordisce nella musica al Festival di Castrocaro del 1968 dove interpreta “Un bimbo sul leone”, di Adriano Celentano. L'esperienza la porta a firmare il suo primo contratto discografico, con la Carisch e a incidere il suo primo 45 giri: “Ho saputo che partivi/Le ciliegie”. Nel 1970 incontra Memmo Foresi con il quale inizierà un sodalizio artistico e professionale solidissimo e che la porterà a legarsi a RCA Italia e a incidere il suo primo album dal titolo “Mannoia Foresi & Co”.

Gli anni Ottanta e il successo

Indissolubilmente legata alla grande stagione del cantautorato degli anni Ottanta, Fiorella Mannoia mette a segno proprio a partire dall'inizio di quel decennio una serie di successi che la faranno affermare nel panorama musicale italiano. Nel 1980 incide con Pierangelo Bertoli “Pescatore”, uno dei duetti più famosi del periodo e che lo stesso artista di Sassuolo inserirà nell'album “Certi Momenti”. L'anno successivo è la volta di “Caffè nero bollente” che si classifica undicesima al Festival di Sanremo, ma che ancora oggi rappresenta uno dei brani più amati del suo repertorio. Nel 1983 si avvicina a Mario Lavezzi e partecipa a diversi Festivalbar e altre rassegne canore tra cui Premiatissima, che vincerà nell'autunno del 1984. Lavezzi e Mogol scrivono per lei “Momento delicato” uno dei singoli contenuti nell'omonimo album del 1985. Due anni dopo è di nuovo a Sanremo dove partecipa - con “Quello che le donne non dicono” - alla 37esima edizione del Festival della canzone italiana. Il brano, scritto da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone ottiene il Premio della Critica e il posto d'onore nel repertorio musicale di Fiorella Mannoia. Nel 1988 ancora Sanremo e ancora Premio della Critica con il brano scritto per lei da Ivano Fossati “Le notti di maggio”. Un trampolino di lancio per l'album di quell'anno “Canzoni per parlare” che le vale la prima delle sei Targhe Tenco ottenute in carriera come miglior interprete. Un record, questo, condiviso con Paolo Conte, Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Ivano Fossati. Gli anni Ottanta si chiudono per Fiorella con l'album “Di terra e di vento” (1989) e brani capolavoro come “Baia senza vento”, “Lunaspina” e “O que será”, cover italiana del brano di Chico Buarque registrata con il grande cantante brasiliano in un duetto inedito.

Le grandi collaborazioni di Fiorella

Artista versatile e dotata di un registro vocale di contralto, Fiorella Mannoia si definisce come la voce e il controcanto di una canzone d'autore storicamente declinata al maschile. Ed è proprio con tanti colleghi uomini che l'artista romana firma alcuni dei brani più noti della canzone italiana. Nel 1992 con Ivano Fossati dà vita a “I treni a vapore” album per cui il cantautore genovese firmerà la title track. All'album partecipano come autori ancora Francesco De Gregori, Enrico Ruggeri, Luigi Schiavone ed Eugenio Finardi. Per l'album successivo, “Gente Comune” (1994), si aggiungeranno i nomi di Samuele Bersani, con “Crazy Boy”, Tom Waits e Caetano Veloso. Del primo Mannoia canta la cover italiana firmata da Ruggeri, di “I Don't Wanna Grow Up”; mentre col secondo si lancia nel duetto di “Il culo del mondo” (O' cu' do mundo). Nel 1997 ritorna nei negozi di dischi con l'album “Belle speranze” che offre spazio ad autori emergenti come gli Avion Travel, Daniele Silvestri e Gianmaria Testa. Il 1999 è l'anno del suo primo album live, “Certe piccole voci”, nel quale è inserita la meravigliosa cover di “Sally” di Vasco Rossi.

L'impegno umanitario

Il nuovo millennio si apre per Fiorella con il megatour insieme agli amici Francesco De Gregori, Pino Daniele e Ron, con i quali firma un doppio album live, “In tour”, che vende oltre 160mila copie. Di un altro collega, Luciano Ligabue, è il brano “Metti in circolo il tuo amore” che apre il live “Concerti” inciso nel 2004 e che contiene altre cover come “Messico e Nuvole” (Paolo Conte), “Sulo pe parlà” (Pino Daniele), “Mio fratello che guardi il mondo” (Ivano Fossati) e “Is this love” (Bob Marley). Nel 2005, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, le conferisce il titolo di Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Quello stesso anno, con la partecipazione al Live 8 Roma, ribadisce il suo impegno in cause umanitarie che la vedono legata a diversi attori del Terzo Settore tra cui Emergency, Amref, Axè e Ottobre Africano. Un messaggio di solidarietà la porta sul palco anche per la causa del popolo terremotato d'Abruzzo. Insieme alle colleghe Laura Pausini, Gianna Nannini, Elisa e Giorgia è madrina di Amiche per l'Abruzzo: il grande concerto di beneficenza andato in scena il 21 giugno 2009 allo Stadio San Siro di Milano. 
Negli ultimi anni i progetti di Fiorella Mannoia hanno portato la sua musica a raccontare diverse realtà. Con il singolo “Non è un film”, vincitore del premio Amnesty Italia 2012, anticipa l'album “Sud” dedicato all'ex presidente del Burkina Faso, Thomas Sankara, che contiene per la prima volta in carriera, diversi brani a firma Fiorella Mannoia. L'album che affronta i grandi temi legati all'emigrazione vende oltre 30mila copie e dà il nome al tour che porterà l'artista in giro per 27 tappe in tutta Italia. Il 2012 è anche l'anno di Italia Loves Emilia, concerto di beneficenza per le popolazioni terremotate dell'Emilia Romagna che il 22 settembre l'ha vista tra gli artisti in rotazione sul palco del Campovolo di fronte a un pubblico di oltre 150mila persone.  

L'omaggio a Lucio Dalla

L'anno successivo è quello del grande omaggio all'amico Lucio Dalla, al quale Fiorella dedica l'album “A te” e nel quale reinterpreta alcuni fra i brani più belli del cantautore bolognese. Nel 2014 è ospite di Zucchero al Madison Square Garden di New York dove il 23 aprile duetta nei due brani “Guantanamera” e “Così Celeste”. Alla ottobre esce “Fiorella” album celebrativo dei 60 anni dell'artista e al quale partecipano diversi grandi colleghi: da Celentano a Niccolò Fabi, passando per Battiato, Ligabue, Renato Zero e Laura Pausini. Dopo una partecipazione alla pellicola “7 minuti” di Michele Placido (2015), firma la colonna sonora di “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese”. Nel 2016 esce il suo diciassettesimo album in studio dal titolo evocativo “Combattente”. Per l'occasione, Fiorella Mannoia scrive: “Tutti combattiamo. Per un’idea, un amore, un’ingiustizia, un traguardo…in generale per il diritto ad essere felici”. L'anno successivo è a Sanremo con il brano “Che sia benedetta”. E' la quinta volta in gara, a 29 anni da “Le notti di maggio” (1988) e a 30 da “Quello che le donne non dicono” (1987), e vale il secondo posto.

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