Auguri Sir Anthony Hopkins, la leggenda del cinema compie 80 anni

5' di lettura

L'attore gallese è nato il 31 dicembre 1937. Alle spalle ha una carriera di successi coronati da un Oscar nel 1992 e da oltre 70 film. Un artista versatile che si è cimentato anche nella musica e nella pittura

È universalmente riconosciuto come uno dei più grandi attori viventi, con una lunga parabola artistica che ne dimostra talento e versatilità. Nato in teatro all'ombra di Laurence Olivier, Sir Philip Anthony Hopkins, che compie 80 anni il 31 dicembre 2017, ha infatti alle spalle una carriera di oltre 70 film, e decine di riconoscimenti tra i quali un Oscar, un Golden Globe, 3 Bafta, 2 Emmy e una stella nella Hollywood Walk of Fame.

Gli esordi a teatro

Hopkins nasce il 31 dicembre 1937 a Margam, un sobborgo di Port Talbot nel sud del Galles, sotto il segno del Capricorno. Figlio unico di Richard e Muriel Hopkins, due panettieri del luogo, il giovane Anthony iniziò i suoi studi alla Cowbridge Grammar School. Affetto da una particolare dislessia, i suoi genitori decisero poi di iscriverlo alla YMCA dove, ancora teenager, intraprese la via della recitazione. La strada artistica si rivelò proficua e lo portò a impegnarsi in un corso di studi al Welsh College of Music and Drama dove affinò le qualità di attore e si diplomò nel 1957. Dopo due anni di leva nell'esercito britannico, si unì alle compagnie teatrali Manchester Library Theatre e Nottingham Repertory Company, che furono i suoi trampolini di lancio per la prestigiosa Royal Academy of Dramatic Art di Londra. Qui riuscì a maturare una notevole tecnica attoriale che gli permise, nel 1965, di entrare al National Theatre, diretto da Sir Laurence Olivier. Del grande attore, Hopkins diventò il sostituto ufficiale nella rappresentazione di “Danza di morte” di August Strindberg.

L'approdo al cinema

Il passaggio di Hopkins dal teatro al cinema fu anticipato, nel 1964, dal suo primo ruolo da protagonista nel cortometraggio “Changes” diretto da Drewe Henley, al quale seguì, nel 1967, il debutto nella trasmissione televisiva “A Flea in Her Ear”. Il primo lungometraggio della sua carriera fu “Il leone d'inverno” diretto da Anthony Harvey, nel quale Hopkins interpretò Riccardo Cuor di Leone al fianco di due icone del cinema come Peter O'Toole e Katharine Hepburn. Il seguente 1968 rappresentò per Hopkins un periodo felice anche a livello personale in seguito alla nascita della sua unica figlia, Abigail, avuta dalla prima delle sue tre mogli, l'attrice Petronella Barker. Le altre due mogli, sposate rispettivamente nel 1973 e nel 2003, saranno l'assistente di produzione Jennifer Lynton e l'attrice Stella Arroyave. Nel 1974 Hopkins varcò l'oceano per entrare nel circus di Broadway: un'esperienza che lo portò a dividere la sua vita professionale tra l'Inghilterra e gli Stati Uniti, che nel 2000 gli concederanno la cittadinanza.

Il successo mondiale

Il 1975 è l'anno in cui Hopkins decise di dare una svolta alla sua vita e di disintossicarsi dall'alcol, vizio che, secondo sua stessa ammissione, lo stava portando a perdere i contatti con la realtà. Una volta ristabilitosi, girò pellicole che rafforzarono la sua fama di grande attore. Nel 1980 è al fianco di John Hurt in “The Elephant Man”, nel quale interpreta il dottor Frederick Traves. In quello stesso anno è co-protagonista con Shirley MacLaine e Bo Derek nel film “In amore si cambia” diretto da Richard Lang. Nel 1987 viene insignito del titolo di Commander of the Order of the British Empire (Cbe), onorificenza alla quale si aggiungerà, nel 1993, quella di Knight Bachelor. Il 1991 è l'anno che lo consacra definitivamente nel cinema grazie all'interpretazione del dottor Hannibal Lecter, lo psichiatra cannibale ne “Il silenzio degli innocenti”, diretto da Jonathan Demme. La parte gli consegnerà l'Oscar come migliore interpretazione maschile. Anni dopo, Jodie Foster, co-protagonista del film e Oscar come migliore attrice, ha raccontato di essere stata così impaurita dal collega da non essere riuscita a scambiare con lui una sola parola sul set e dopo le riprese.

Ampia gamma di ruoli

Negli anni, la versatilità di Anthony Hopkins lo ha portato a interpretare ruoli completamente differenti tra di loro: da Abraham Van Helsing nel film “Dracula di Bram Stoker" di Francis Ford Coppola (1992), al Pablo Picasso di “Surviving Picasso” diretto da James Ivory nel 1996. E ancora l'ex presidente Richard Nixon ne “Gli intrighi del potere - Nixon” di Oliver Stone (1995), Diego De La Vega ne “La maschera di Zorro” (1998) e il William Parrish in “Vi presento Joe Black” (1998). Le ultime pellicole alle quali il grande attore ha preso parte sono state, in ordine di tempo, “Transformers - L'ultimo cavaliere” di Michael Bay (2017) e “Thor: Ragnarok” di Taika Waititi (2017).

La musica e la pittura

Testimonial di Greenpeace, per il quale ha girato uno spot contro la caccia delle balene in Giappone, Anthony Hopkins ha sperimentato la sua vena artistica anche nel campo della musica e della pittura. Nel 1964 compone un valzer che il 31 ottobre del 2011 il direttore d'orchestra André Rieu ha eseguito a Vienna. Nel 2012, l'attore ha poi pubblicato un album di musica classica dal titolo “Composer”, eseguito dall'orchestra sinfonica della città di Birmingham. L'unico sito ufficiale di Anthony Hopkins è invece quello dedicato alla sua attività di pittore. “Non penso che ci sia alcun significato in essa - ha detto l'attore in un'intervista riferendosi alla pittura - dipingo solamente. Scopro il senso mentre vado avanti e non analizzo, mi limito a farlo”. Nel definire il suo approccio all'arte figurativa, Hopkins ha inoltre spiegato: “Non ho paura. Non sento di dover provare nulla”. Le sue tele sono esposte in quattro gallerie d'arte statunitensi divise tra California, Nevada e Texas.

Leggi tutto
Prossimo articolo