"La febbre del sabato sera": i 40 anni di un cult

"La febbre del sabato sera" (foto da facebook)
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Il 16 dicembre 1977 arrivava nelle sale la pellicola di John Badham che lanciò John Travolta. Dal cast alla colonna sonora, ecco perché ancora oggi continua a mietere consensi

La camminata ancheggiante di John Travolta, la colonna sonora dei Bee Gees e lo sfavillante mondo delle discoteche newyorchesi: il 16 dicembre 1977 arrivava nelle sale americane "La febbre del sabato sera". La storia dell’italoamericano Tony Manero, che di giorno lavorava come commesso a Brooklyn e di notte si trasformava in ballerino provetto sulla pista della "2001 Odissey", conquistò il pubblico del tempo, e continua ad emozionare anche le nuove generazioni di spettatori. Vero e proprio omaggio alla disco music e al glam dominante negli anni Settanta, "La febbre del sabato sera" non si limita ad essere il semplice manifesto di un’epoca gloriosa, ma ha anche il merito di aver acceso i riflettori su tematiche serie e molto attuali, come l'emigrazione, l'uso di stupefacenti nelle discoteche e il razzismo.  Il successo del film diretto da John Badham e interpretato da John Travolta, non si limita alla sola sfera commerciale: nel 2004 la pellicola è stata aggiunta nella lista dei "1.000 Migliori film di tutti i tempi" stilata dal 'New York Times', nel 2010 invece è entrata nella National Film Registry della Biblioteca del Congresso, perché riconosciuto "storicamente e culturalmente significativo".

La storia

La storia al centro de "La febbre del sabato sera" fu ispirata da un articolo dello scrittore Nik Cohn apparso nel 1976 sul New York magazine. Il pezzo, intitolato "Riti tribali del nuovo sabato sera", raccontava la vita di un giovane italoamericano di nome Vincent, diviso tra il suo lavoro e la passione per il ballo. Vent’anni dopo l’uscita del film, Cohn ha rivelato al Mail&Guardian di aver totalmente inventato la storia: "ero appena arrivato a New York, non la conoscevo. Vincent era in parte ispirato ad un uomo di Shepherd’s Bush che avevo conosciuto negli anni ‘60".

Il debutto di John Travolta

Tony Manero, bullo dal cuore d'oro con il suo completo bianco, è uno dei personaggi più popolari della storia del cinema, anche grazie all’interpretazione di John Travolta. Fu il produttore Robert Stigwood a volere fortemente l’attore nel film: il divo, all’epoca 23enne, era quasi sconosciuto, e le sue esperienze si limitavano alla serie tv "I ragazzi del sabato sera". Travolta venne preparato dal coreografo Lester Wilson e lavorò senza sosta per nove mesi per perfezionare i suoi movimenti sulla pista da ballo. "La febbre del sabato sera" gli regalò una nomination agli Oscar e lanciò definitivamente la sua carriera: l’anno successivo l’attore sarebbe infatti tornato al cinema con "Grease".

La colonna sonora dei Bee Gees

La colonna sonora di "La Febbre del sabato sera" fu realizzata interamente dai Bee Gees. L’album uscì una settimana prima del film e si piazzò immediatamente al primo posto nella classifica Usa, dove rimase per 24 settimane consecutive: vendette all'epoca oltre 40 milioni di copie ed è ancora oggi nella top ten degli album più venduti di sempre. Le vendite vennero incrementate non solo dalla pellicola, ma anche dai molti singoli estratti, come "Stayin' Alive", "How Deep Is Your Love" e "Night Fever", diventate vere e proprie hit simbolo della disco music. Nel 1979  il disco vinse anche il Grammy Award come album dell’anno.

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