Bollo auto 2027, esenzione per chi ha la scadenza a dicembre 2026: il chiarimento dell'ACI
EconomiaIntroduzione
Il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, introduce per l'anno prossimo un’esenzione temporanea dal pagamento del bollo auto, destinata alle persone fisiche che rispettano determinati requisiti. Il beneficio riguarda un solo veicolo per contribuente e può interessare anche le automobili con il bollo in scadenza a dicembre 2026, qualora il termine ordinario per effettuare il versamento cada nel gennaio 2027. Come chiarito dall’Automobile Club d’Italia (ACI), infatti, per stabilire se si ha diritto all’agevolazione bisogna considerare la scadenza prevista per il pagamento, non il periodo di validità della tassa.
Quello che devi sapere
Quali veicoli sono esenti
La misura interessa le autovetture alimentate a benzina o gasolio, anche con doppia alimentazione o propulsione ibrida, purché la potenza non superi gli 80 kW. Possono rientrare nell’agevolazione anche motocicli e ciclomotori, nel rispetto delle condizioni previste dalla norma. Sono ammessi veicoli di proprietà oppure utilizzati attraverso contratti di leasing e noleggio a lungo termine senza conducente, purché sussistano i requisiti richiesti, tra cui la regolarità della copertura assicurativa. L’esenzione è riservata alle persone fisiche: non possono quindi beneficiarne società e imprese. Ciascun contribuente può ottenere l’agevolazione per un solo mezzo, anche quando dispone di più veicoli potenzialmente idonei.
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Come viene scelto il veicolo
Se una persona possiede più automobili con potenza fino a 80 kW, il beneficio viene riconosciuto a quella meno potente. In caso di parità, si considera la vettura per cui è dovuto l’importo più basso del bollo. La presenza di un’automobile idonea esclude la possibilità di applicare l’esenzione a una moto posseduta dallo stesso contribuente. Se, invece, l’auto supera gli 80 kW, l’agevolazione può essere richiesta per un motociclo, purché siano soddisfatte le altre condizioni. Chi non possiede né un’automobile ammissibile né una moto può beneficiare della misura per un ciclomotore. Anche tra più motocicli viene selezionato quello con la potenza inferiore oppure, a parità di kilowatt, quello con la tassa meno elevata. Per i ciclomotori, invece, l’esenzione spetta al mezzo con la data di prima immatricolazione più risalente.
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Le scadenze per il pagamento
Il criterio decisivo è il termine ordinario entro il quale il bollo deve essere versato. L’esenzione riguarda esclusivamente i pagamenti in scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Di conseguenza, se il periodo di validità della tassa termina a dicembre 2026, ma il versamento deve essere effettuato ordinariamente a gennaio 2027, l’agevolazione può spettare, a condizione che siano rispettati tutti gli altri requisiti. Diverso è il caso di un bollo il cui termine ordinario di pagamento cade entro dicembre 2026. In questa situazione, l’importo deve essere corrisposto regolarmente, anche se il periodo tributario coperto prosegue nel 2027. Non è possibile ottenere l’esenzione versando in ritardo, nel corso del 2027, un’imposta che avrebbe dovuto essere pagata l’anno precedente. Per verificare la propria posizione, è quindi opportuno controllare la scadenza effettiva del versamento presso il servizio competente per la propria Regione o Provincia autonoma.
L’impatto sulle famiglie
Secondo il focus L’esenzione dal bollo auto per il 2027, pubblicato dall’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), la misura potrebbe interessare il 73% delle famiglie che possiedono almeno un veicolo, con benefici proporzionalmente maggiori per i nuclei con minore capacità di spesa. L’analisi sottolinea che, nella sua attuale configurazione, il bollo auto può pesare sui bilanci delle famiglie meno abbienti fino a sei volte più che su quelli dei nuclei economicamente più agiati. Considerando anche le riduzioni delle accise sui carburanti introdotte nel corso del 2026, il complesso degli interventi potrebbe compensare potenzialmente circa la metà dell’impatto del caro carburanti registrato quest’anno, secondo le stime dell’Upb.
Chi gestisce la tassa automobilistica
Dal 1999, le competenze relative al bollo auto spettano alle Regioni a Statuto Ordinario e alle Province autonome di Trento e Bolzano, che possono affidare ad altri soggetti le attività di controllo e riscossione. Per Sardegna e Friuli-Venezia Giulia, invece, tali funzioni sono svolte dall’Agenzia delle Entrate. Le disposizioni territoriali e le eventuali procedure per ottenere l’esenzione vanno quindi verificate attraverso gli enti competenti.
Come si calcola il bollo
Per la maggior parte dei veicoli, dal 1998 la tassa automobilistica viene calcolata in base alla potenza effettiva, espressa in kilowatt e riportata sulla carta di circolazione. Le cifre decimali non vengono considerate: una potenza di 47,80 kW, per esempio, viene conteggiata come 47 kW. Se il dato manca, si fa riferimento alla potenza massima in cavalli indicata sul documento. Dal 2007, per automobili, veicoli a uso promiscuo e motocicli, l’importo può dipendere anche dalla classe ambientale e dalle emissioni inquinanti, con eccezioni per specifiche alimentazioni alternative. Per gli autocarri sotto le 12 tonnellate, il calcolo si basa sulla portata; per i mezzi destinati al trasporto pesante, con massa pari o superiore a tale soglia, si considerano anche il peso complessivo, gli assi e le sospensioni dell’asse motore. Per ciclomotori fino a 50 cc e quadricicli leggeri, la tassa di circolazione annuale è dovuta soltanto se utilizzati su strade pubbliche. In Lombardia, dal 2014, questo tributo non è più dovuto per tali categorie.
Quando si paga il superbollo
Per le automobili e i veicoli a uso promiscuo con potenza superiore a 185 kW è prevista un’addizionale erariale, nota come superbollo, pari a 20 euro per ogni kilowatt eccedente la soglia. L’importo si riduce con l’anzianità del mezzo: al 60% dopo cinque anni, al 30% dopo dieci e al 15% dopo quindici. Trascorsi vent’anni dalla costruzione, il pagamento non è più dovuto. Il versamento va effettuato entro la stessa scadenza prevista per il bollo, utilizzando il modello F24 Elementi identificativi. Per assistenza sul superbollo è possibile rivolgersi agli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.
Noleggio a lungo termine
Dal 1° gennaio 2020, per i veicoli concessi a noleggio a lungo termine senza conducente, il soggetto tenuto al pagamento del bollo è l’utilizzatore indicato nei dati del Pubblico Registro Automobilistico. L’obbligo decorre dalla sottoscrizione del contratto e termina alla sua scadenza. Anche la competenza territoriale e il gettito dipendono dalla residenza dell’utilizzatore. Le società di noleggio possono essere responsabili in solido quando versano cumulativamente la tassa per conto dei clienti, secondo le modalità previste.
Dove pagare e verificare le scadenze
Il bollo può essere pagato tramite il servizio online ACI PagoBollo (Bollonet), i portali regionali, le delegazioni ACI, gli uffici postali, i punti vendita Mooney e Lottomatica, le agenzie di pratiche auto autorizzate, gli operatori bancari aderenti e l’app IO. Le commissioni variano in base al canale scelto, perciò è consigliabile verificarne il costo prima del pagamento. I servizi digitali ACI consentono inoltre di calcolare bollo e superbollo, presentare richieste di esenzione o rimborso e ricevere promemoria sulle scadenze. La disciplina introdotta dal decreto-legge n. 162 del 2026 è attualmente in vigore, ma resta soggetta alla conversione parlamentare. Le disposizioni potrebbero quindi essere modificate durante l’iter legislativo: per conoscere eventuali aggiornamenti è opportuno consultare le comunicazioni ufficiali dell’ACI e dell’amministrazione competente.
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