Manovra 2027, novità allo studio per partite Iva e lavoratori: da flat tax a taglio Irpef
EconomiaIntroduzione
Il governo lavora alla Legge di Bilancio 2027, con diverse ipotesi di intervento in materia fiscale ed economica. Tra le priorità figurano l'ampliamento del regime forfettario per le partite Iva, la detassazione degli aumenti salariali, gli incentivi per i giovani e nuovi sostegni agli investimenti delle imprese, in particolare nell’ambito tecnologico e dell’intelligenza artificiale.
Quello che devi sapere
Le priorità in Manovra
Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha indicato tra le priorità anche l'estensione fino a 60mila euro della fascia di reddito soggetta all'aliquota Irpef del 33%, una flat tax per i giovani e la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali, subordinata a determinate condizioni. Le proposte devono ancora essere definite e finanziate.
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La proposta della Lega in materia di flat tax
Una delle ipotesi più rilevanti riguarda l'aumento da 85 mila a 100 mila euro della soglia di ricavi e compensi per accedere al regime forfettario. La proposta, sostenuta in particolare dalla Lega, potrebbe prevedere un doppio binario tra imposte sui redditi e Iva. L'idea consiste nel mantenere la tassazione agevolata sui redditi fino a 100mila euro, facendo scattare gli obblighi Iva già oltre gli 85 mila. I contribuenti interessati dovrebbero quindi applicare l'imposta in fattura e rispettare gli adempimenti previsti, pur continuando a determinare forfettariamente il reddito.
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Cosa cambierebbe
Attualmente, il regime prevede un'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per le nuove attività che possiedono i requisiti richiesti. Il reddito imponibile viene calcolato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per ciascuna attività. I forfettari sono inoltre esonerati dall'applicazione dell'Iva e dai principali obblighi connessi. Oggi, chi supera gli 85 mila euro senza oltrepassare i 100 mila può restare nel regime agevolato fino alla fine dell'anno e passare a quello ordinario dall'anno successivo. Oltre i 100mila euro, invece, l'uscita dal forfettario è immediata. La nuova soluzione richiederebbe un'attenta verifica della compatibilità con la normativa europea, che individua negli 85mila euro di volume d'affari il limite di riferimento per il regime di franchigia Iva.
I costi e le soglie d'accesso
Un ulteriore elemento da considerare è l'impatto sui conti pubblici. Il precedente innalzamento della soglia da 65 mila a 85 mila euro, introdotto nel 2023, ha prodotto minori entrate superiori alle stime iniziali. Secondo la Corte dei conti, il minor gettito complessivo è stato di circa 495 milioni di euro nel 2024 e 315 milioni nel 2025. Resta aperta anche la questione del reddito da lavoro dipendente o pensione che consente di accedere al forfettario con una seconda attività in partita Iva. Per il 2025 e il 2026 il limite è stato portato da 30 mila a 35 mila euro, ma senza proroghe dal 2027 tornerebbe alla soglia originaria. Forza Italia ha proposto di elevarlo a 40mila euro e rendere la modifica strutturale. Mantenere il limite a 35 mila euro comportava, secondo le stime della manovra 2026, un impatto negativo sui conti pubblici, inclusi gli effetti contributivi, di 79,4 milioni per il 2026 e 140,9 milioni per il 2027. Anche queste misure dipenderanno quindi dalle coperture disponibili.
Aumenti salariali e giovani
Un altro capitolo riguarda la tassazione degli incrementi retributivi. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha prospettato una forma di tassazione agevolata, simile a una flat tax, sugli aumenti di stipendio riconosciuti dalle imprese. L'obiettivo è sostenere il potere d'acquisto dei lavoratori e rendere più conveniente per le aziende aumentare le retribuzioni, con particolare attenzione ai giovani e al contrasto della fuga di professionalità verso l'estero. La proposta si inserirebbe nel percorso già avviato con gli interventi fiscali legati ai rinnovi contrattuali. Leo ha inoltre indicato una possibile flat tax sui redditi dei giovani, accompagnata da incentivi per le imprese che aderiranno alla misura. Restano da definire platea, requisiti e costi.
Banche ed extraprofitti
Tra le ipotesi circolate figura un contributo del 5% sugli utili delle banche, che potrebbe generare 2-3 miliardi di euro da destinare al sostegno di famiglie e imprese. Giorgetti, tuttavia, non ha sostenuto esplicitamente questa soluzione, richiamando invece il ruolo della concorrenza nel sistema bancario nel ridurre rendite di posizione ed extraprofitti. Il tema rimane aperto all'interno del confronto politico sulla manovra.
Transizione 5.0 e software cloud
Il governo valuta, inoltre, una proroga di un anno del piano Transizione 5.0 basato sull'iperammortamento. L'ipotesi prevede di spostare dal 30 settembre 2028 al 30 settembre 2029 il termine per completare gli investimenti agevolati, offrendo alle imprese più tempo per programmare gli acquisti. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy starebbe considerando anche un ampliamento delle spese ammissibili, con attenzione ai software cloud e ai servizi integrati legati all'utilizzo di macchinari e tecnologie. La misura si collegherebbe all'annuncio di Meloni sugli incentivi fiscali per il software utilizzato tramite cloud. L'eventuale proroga dovrà comunque essere valutata in base alle risorse disponibili e alle coperture necessarie.
Voucher per l'intelligenza artificiale
Un'altra proposta riguarda un voucher per micro, piccole e medie imprese interessate a investire in software e soluzioni digitali, soprattutto nell'intelligenza artificiale. Il contributo ipotizzato sarebbe compreso tra 8mila e 15mila euro, in base alle dimensioni dell'impresa, con una dotazione complessiva stimata nell'ordine di 200 milioni. L'accesso potrebbe richiedere una valutazione preliminare della maturità tecnologica dell'azienda presso un centro di trasferimento tecnologico individuato dal ministero e l'acquisto di soluzioni da fornitori inseriti in un elenco dedicato. L'obiettivo è favorire l'adozione dell'AI tra le imprese italiane, ancora indietro rispetto alla media europea.
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