Sciopero del pane, anche i fornai si uniscono a proteste per aumento prezzi materie prime
EconomiaLa mobilitazione, a fianco degli autotrasportatori, è iniziata qualche giorno fa in Calabria e dovrebbe proseguire fino a martedì 20. Nel mirino anche la Grande distribuzione organizzata
Non solo agricoltori e autotrasportatori in protesta contro il caro gasolio o manifestanti nelle piazze contro il carovita. Ad unirsi alle proteste che in questi giorni stanno caratterizzando il nostro Paese ci sono anche, soprattutto al Sud, i panettieri. Come segnala "Il Corriere della Sera", infatti, alcuni panificatori della provincia di Cosenza hanno deciso di schierarsi al fianco degli autotrasportatori e alcuni giorni fa hanno iniziato una sorta di sciopero del pane, con la serrata dei loro panifici. Tutto è iniziato il 16 ottobre scorso ma dovrebbe proseguire almeno fino a martedì 20 ottobre. Le motivazioni alla base della protesta? I rincari delle materie prime e gli ultimatum che arrivano, spesso, dalla grande distribuzione.
Milano, proteste e nuove violenze. Meloni convoca vertice sull’ordine pubblico. LIVE
Le proteste dei panificatori
Una buona parte degli oltre 800 fornai della provincia cosentina, nelle scorse ore, hanno deciso di stazionare sulla statale 106, nei pressi della piana di Sibari, facendo causa comune con i camionisti che protestano per gli aumenti indiscriminati che hanno riguardato il gasolio. E alla schiera di fornai calabresi se n'è aggiunto anche qualcuno proveniente da altre regioni, come la Sicilia. "Purtroppo, dal primo novembre saremo costretti ad aumentare il prezzo del pane da 3 euro al chilo a 3,80 — ha riferito uno dei fornai in protesta. Il costo della carta e della plastica è aumentato anche del 50 per cento. Un litro di gas oggi costa 1,10 euro, cioè 70 centesimi in più. Per la farina da metà settembre l’aumento è stato di 10 euro al quintale: oggi quota 60 euro. E poi la corrente elettrica, e in generale il carovita, che porta, giustamente, i dipendenti a chiedere aumenti di stipendio", ha aggiunto.
Le richieste
Servono, hanno spiegato in coro i panificatori calabresi, in particolare "agevolazioni contributive per le assunzioni" altrimenti questo mestiere potrebbe anche scomparire. "Abbiamo cercato di coinvolgere anche la Regione, ma sembrano troppo occupati a erogare finanziamenti per il fotovoltaico e l’eolico industriali", ha raccontato un altro fornaio.
La Gdo nel mirino
C'è anche la Gdo (Grande distribuzione organizzata) nel mirino dei fornai in agitazione. "I supermercati dicono che se aumentiamo il pane di 80 centesimi, la metà dell’aumento va a loro. Altrimenti non ne prendono. Scandaloso", ha sottolineato un partecipante alla mobilitazione. E il "reso", ovvero il pane che non viene venduto "solo a sud di Roma viene restituito al produttore".