Carburanti, da accise mobili per diesel a nuovo bonus: le misure allo studio del governo
EconomiaIntroduzione
Lunedì a mezzanotte è scaduto l'ultimo provvedimento sugli sconti fiscali emanato dal governo il 16 settembre, che aveva dimezzato il taglio da 12,2 centesimi al litro, Iva compresa, a 6,1, finanziato con tagli ai ministeri. Al momento non sono subentrate le accise mobili, come invece annunciato dalla premier Meloni e dal ministro delle Imprese Urso. L’esecutivo temporeggia e valuta le prossime mosse.
Quello che devi sapere
Meloni: "Valutiamo accise mobili, ma spero ripristino price cap"
Le accise mobili restano la prima opzione al vaglio del governo. Lo ha ribadito Giorgia Meloni che il 7 ottobre da Spalato, a termine del vertice Med9, ha risposto a una domanda sul caro carburanti. "Noi - ha detto la presidente del Consiglio - siamo sempre pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili. Al mese di settembre abbiamo circa 170 milioni che possono essere spesi per questo obiettivo". Meloni, tuttavia, ha sottolineato che sul tema è ancora in corso una valutazione da parte del governo: "Ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli in questo momento, in cui comunque ci sono misure di contenimento, o tenerle come provvista quando dovessero terminare quelle misure. Dipende anche dalla tenuta del cap. Vediamo cosa accade nelle prossime ore. Spero - ha auspicato infine la premier - che nelle prossime ore si possa ripristinare pienamente il price cap, poi la valutazione andrà fatta a valle".
Il freno sulle accise mobili
Le accise mobili sarebbero sostenute dall'extragettito Iva sul prezzo del greggio del mese precedente, dovuto all'aumento delle quotazioni internazionali. Negli ultimi giorni il prezzo del petrolio, in particolare del Brent, il benchmark internazionale, è sceso sotto i 100 dollari al barile. E potrebbe essere questa una delle ragioni al freno alle accise mobili azionato dal governo, che vuole prendere tempo. Intanto, però, il gasolio torna ad aumentare.
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I prezzi, sale il diesel
I dati di ieri indicano che è diminuito il prezzo della benzina mentre è salito quello del gasolio. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, nella mattinata di mercoledì 7 ottobre il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale era pari a 2,040 euro al litro per la benzina (2,243 il giorno prima) e 2,261 euro al litro per il gasolio (2,244 euro il prezzo del giorno prima). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self era di 2,051 euro al litro per la benzina (2,054 il prezzo di martedì) e 2,287 euro al litro per il gasolio (2,267 il prezzo del giorno precedente).
Vedi anche: Carburanti, torna a salire il prezzo del diesel. Quanto guadagna lo Stato?
La mossa di Eni
Come segnala Staffetta Quotidiana, Eni dopo aver portato il proprio tetto da 2,19 a 2,25 euro al litro, ieri lo ha ridotto a 2,21 euro, anche sulla scia del nuovo calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. Un recupero di 4 dei 6,1 centesimi di sconto che si erano persi con la scadenza del taglio alle accise.
Per approfondire: Carburanti, 1,1 miliardi in più al mese nonostante il price cap. I dati Cgia
Le critiche
Dalle opposizioni sono arrivati attacchi al governo. Ma anche le associazioni dei consumatori criticano il mancato rinnovo dello sconto fiscale sul gasolio attraverso le accise mobili. Sui carburanti "il governo tradisce la promessa, invertendo una discesa virtuosa dei prezzi dei carburanti che durava dal 27 settembre", commenta l'Unione nazionale consumatori. "Gli italiani non godono più di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti, e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere" osserva il Codacons. L'Adusbef calcola che con lo stop allo sconto il pieno di gasolio "rincara di 3,05 euro su un pieno da 50 litri, a tutto beneficio delle casse statali”.
Codacons: in due giorni pieno gasolio rincara di 1 euro
In soli due giorni e nonostante sconti e price cap lanciati dai marchi petroliferi il pieno di gasolio rincara in media di 1 euro su strade e autostrade italiane, ribadisce il Codacons, associazione che ogni giorno monitora l'andamento dei listini calcolando gli effetti sulle tasche degli italiani. Rispetto al 5 ottobre, ultimo giorno di applicazione dello sconto sulle accise, il prezzo medio di un litro di gasolio sale oggi di 1,9 centesimi sulle strade, +2,1 centesimi in autostrada, portando un pieno a costare circa 1 euro in più agli automobilisti in soli due giorni. Trend completamente opposto per la benzina, il cui prezzo medio nello stesso periodo scende di 0,8 centesimi sulla rete ordinaria, 1,1 cent in autostrada.
Possibile ripensamento del governo
Per il governo, come ribadito anche dalla premier Meloni da Spalato, la scelta potrebbe non essere definitiva. "Ci stiamo ragionando, non c'è una decisione, vediamo, ci stiamo lavorando", fa sapere il viceministro all'Economia, Maurizio Leo. A Palazzo Chigi si segue con attenzione il dossier con l'obiettivo di trovare le necessarie coperture per consentire un rinnovo dello sconto fiscale. Operazione non semplice, si rimarca in attesa di risposte da parte dell'Ue sui quesiti posti da Roma sul tema inflazione. Una delle strade per trovare in tempi rapidi le necessarie coperture, tra le diverse ipotesi che si stanno valutando, vi sarebbe anche quella di intervenire sulla tassazione indiretta che riguarda altri prodotti, si ragiona in ambienti della maggioranza. Come spiega Il Sole 24 Ore, sarebbe già pronto un decreto interministeriale per riattivare le accise mobili. Ma serve anche un accordo politico tra le varie anime della maggioranza.
Possibile bonus
Come spiega Fanpage, la Lega spinge per usare i fondi per introdurre un bonus rivolto solo alle fasce più vulnerabili. E c'è chi preferirebbe impiegare l'extragettito dell'Iva per un sostegno mirato alle categorie più colpite dal rincaro del gasolio, come agricoltori, pescatori, trasportatori.
La partita europea
L'attenzione si sposta a oggi e domani, con le riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin. Ufficialmente, come sottolineato da fonti diplomatiche di Bruxelles, il dossier inflazione sollevato dalla premier Giorgia Meloni nella lettera inviata la scorsa settimana a Ursula von der Leyen non è all'ordine del giorno. Il Consiglio Ue prenderà "nella dovuta considerazione" le richieste italiane, ma non immediatamente, hanno lasciato intendere, sottolineando che ci sarà invece un confronto sugli extraprofitti energetici. Il ministero dell'Economia ha però puntualizzato che Giancarlo Giorgetti "porterà il tema delle gravi conseguenze economiche sui conti pubblici causate dall'impennata dell'inflazione" all'attenzione dei colleghi europei e che la questione troverà lo spazio necessario in altri punti all'esame degli incontri in programma.
Il Patto di stabilità prevede già che si tenga conto dell'impatto di un'inflazione più elevata del previsto nell'esame del rispetto dei percorsi di spesa degli Stati membri, hanno riferito fonti di Bruxelles all’Ansa dopo la richiesta di flessibilità sulla spesa avanzata da Meloni. "È più complicata una valutazione rispetto all'utilizzo dell'extragettito Iva legato all'inflazione - aggiungono le fonti - Poi evidentemente verranno fatte delle valutazioni, ma all'origine le regole riviste del Patto sono state pensate per impedire l'uso di un eventuale 'tesoretto' che si venisse a creare in casi come questo".
La decisione sui carburanti, così come su molte misure della prossima Manovra, resta quindi in stand by.
Vedi anche: Caro carburanti, stop sconti fiscali e attesa accise mobili
Parigi rilascia 10 milioni barili gasolio da stock strategici
Intanto "la Francia rilascerà 10 milioni di barili di gasolio dalle sue riserve strategiche" nei prossimi tre mesi, ha annunciato il premier Sébastien Lecornu, secondo cui questa decisione porterà ad "un calo compreso tra i 10 e i 18 centesimi". Lecornu ha ricordato l'impegno del presidente, Emmanuel Macron, che ''moltiplica gli incontri diplomatici" per mobilitare "le riserve strategiche" al livello internazionale, contribuendo così alla riduzione dei prezzi del carburante nelle stazioni di servizio.