Reddito di Libertà, disposte nuove risorse a sostegno delle donne vittime di violenza

Economia

La misura, che ha l'obiettivo di favorire l'autonomia economica e abitativa alle donne vittime di violenza, è stata rafforzata con ulteriori 3,9 milioni di euro per l’annualità 2026. I fondi, su disposizione del dipartimento per le Pari Opportunità, sono stati trasferiti all’Inps. Invariate le disposizioni in materia di requisiti di accesso, modalità di presentazione delle domande, istruttoria ed erogazione del beneficio

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Ulteriori 3,9 milioni di euro per rafforzare il Reddito di Libertà destinato alle donne vittime di violenza. Lo ha stabilito il dipartimento per le Pari Opportunità che, con il messaggio n. 3110 del 2 ottobre 2026, ha disposto il trasferimento straordinario all’Inps dei fondi aggiuntivi per l’annualità 2026. Il provvedimento, come si legge nella comunicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, è arrivato in seguito alle verifiche effettuate dal dipartimento che hanno evidenziato, in alcuni territori, un fabbisogno superiore alle risorse disponibili. Inizialmente, come illustrato nella circolare di aprile, le risorse destinate alla misura erano state quantificate in 16,5 milioni di euro che, però, si sono rivelati insufficienti.

Cos’è il Reddito di Libertà

Il Reddito di Libertà, come anticipato, è una misura di sostegno economico destinata alle donne vittime di violenza. L’obiettivo è quello di favorire l'autonomia economica e abitativa e permettere alle donne che escono dalla violenza di costruirsi un nuovo percorso di vita. Il Reddito è rivolto alle donne che si trovano in una situazione di violenza e che sono seguite dai centri antiviolenza o dai servizi sociali e consiste in una cifra mensile che contribuisca alle spese della casa, delle necessità quotidiane e dei bisogni personali. Si tratta di 530 euro al mese per un massimo di 12 mensilità.

A chi vanno le nuove risorse

Con il rafforzamento economico del Reddito di Libertà, sarà possibile accogliere le domande già risultate ammissibili che, in alcune regioni, non avevano trovato copertura finanziaria nell’ambito delle disponibilità precedentemente assegnate. Ora per L’Inps è possibile ampliare la platea delle beneficiarie, garantendo il finanziamento delle domande ammissibili rimaste in attesa per insufficienza di fondi. Come sottolineato dall’Istituto, le risorse aggiuntive saranno utilizzate prioritariamente per l’accoglimento delle domande dell’annualità 2026 prive di copertura finanziaria. Le eventuali risorse regionali già trasferite e non ancora utilizzate concorreranno all’accoglimento delle domande solo dopo l’esaurimento dei fondi statali disponibili.

Come si riceve il Reddito

Restano invece invariate le disposizioni già previste dalla circolare Inps n. 44 del 9 aprile 2026 in materia di requisiti di accesso, modalità di presentazione delle domande, istruttoria ed erogazione del beneficio. Per ottenere il Reddito è necessario essere vittime di violenza, essere residenti in Italia ed essere cittadine italiane o di un altro Paese Ue (chi è cittadino extra Ue deve essere in possesso di permesso di soggiorno regolare). Poi ancora, l’Inps deve verificare che la donna richiedente si trovi in una situazione di povertà legata a uno stato di bisogno straordinario o urgente e, inoltre, bisogna essere seguite da un Centro antiviolenza riconosciuto dalla Regione e da un servizio sociale.

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