Lavoro, la disoccupazione sale al 5,7%, quella giovanile al 18,4%. I dati Istat

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Secondo i dati Istat, il numero degli occupati su base mensile è rimasto stabile, mentre si evidenzia una crescita dei disoccupati e una diminuzione degli inattivi. L'incremento maggiore della disoccupazione riguarda i ragazzi tra i 15 e i 24 anni. Ancora maggiore è poi la distanza tra la situazione dei giovani e quella dei lavoratori adulti

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In Italia la disoccupazione a giugno è salita al 5,7% e quella giovanile ha raggiunto il 18,4%. A confermarlo sono i dati Istat, secondo cui il numero degli occupati su base mensile è rimasto stabile, mentre si evidenzia una crescita dei disoccupati e una diminuzione degli inattivi. Come rimarca ancora l'Istituto, l'aumento maggiore della disoccupazione ha riguardato i ragazzi tra i 15 e i 24 anni. Con un balzo di 1,5 punti rispetto al mese precedente, il tasso giovanile ha raggiunto un livello pari a più di tre volte il tasso di disoccupazione generale. Ancora maggiore è poi la distanza tra la situazione dei giovani e quella dei lavoratori adulti: tra 50 e 64 anni il tasso di disoccupazione è del 3,4% (in aumento di 0,2 punti rispetto all'anno precedente). Gli occupati over 50 sono 10,4 milioni: oltre dieci volte in più degli under 25 e il 43% dell'occupazione complessiva. Il dato della disoccupazione giovanile a giugno è il più alto a partire dall'inizio del 2026.  

A giugno gli occupati restano stabili

Secondo i dati Istat, il numero degli occupati risulta stabile. Rispetto all'anno precedente si sono registrati inoltre 131mila occupati in più e la crescita delle persone in cerca di lavoro (+7,2%, pari a +97mila disoccupati in più) ha coinvolto uomini, donne e tutte le classi d'età. La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -103mila unità) riguarda entrambi i sessi e tutte le classi d'età.

In calo l'occupazione tra i giovani

Come conferma ancora l'Istat, la stabilità mensile degli occupati deriva nello specifico dall'aumento tra uomini, dipendenti a termine, 25-34enni e chi ha almeno 50 anni, e dal calo tra le donne, i dipendenti permanenti, gli autonomi, i 15-24enni e i 35-49enni. Rispetto al 2025, la crescita del numero di occupati (+0,5%) si osserva tra gli uomini, le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni. Mentre si assiste a una diminuzione tra i 15-24enni e i 35-49enni. Su base annua il tasso di occupazione aumenta di 0,3 punti.

I dati

Come ha riferito l'istituto di statistica, "a giugno 2026 il numero di occupati, pari a 24 milioni 310mila, è stabile rispetto al mese precedente", mentre "la crescita dei dipendenti a termine (2 milioni 542mila) è compensata dal calo dei dipendenti permanenti (16 milioni 491mila) e degli autonomi (5 milioni 277mila)". L'occupazione "cresce rispetto a giugno 2025 per effetto dell'aumento dei dipendenti, permanenti (+98mila) e a termine (+33mila), e della stabilità degli autonomi". Su base mensile, infine il tasso di occupazione "rimane al 62,9%, quello di disoccupazione sale al 5,7% e il tasso d'inattività scende al 33,2%".

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