Introduzione
Chi, dopo aver ottenuto la pensione, prosegue l'attività lavorativa continua anche a maturare contributi previdenziali. Questi versamenti non vanno persi: possono infatti tradursi in un incremento dell'assegno mensile attraverso il supplemento di pensione. L'aumento, tuttavia, non viene riconosciuto automaticamente dall'Inps, ma richiede la presentazione di un'apposita domanda, con i tempi che possono variare in base alla gestione previdenziale di appartenenza e, in alcune situazioni, ridursi da cinque a due anni. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Cos'è il supplemento di pensione
Il supplemento consiste in una maggiorazione della pensione già percepita, determinata sulla base dei contributi accreditati successivamente alla decorrenza del trattamento pensionistico. In pratica, chi continua a lavorare dopo il pensionamento accumula nuova contribuzione che, trascorso il periodo previsto dalla normativa, viene utilizzata per ricalcolare l'importo spettante. Possono beneficiare di questa possibilità i titolari di pensione diretta, di pensione supplementare, dell'assegno ordinario di invalidità e coloro che hanno ottenuto la pensione di vecchiaia mediante cumulo o totalizzazione dei periodi assicurativi. La misura interessa sia gli ex lavoratori dipendenti sia gli autonomi.
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Quando si può presentare la richiesta
La disciplina generale stabilisce che il supplemento possa essere richiesto solo dopo cinque anni dalla decorrenza della pensione oppure dal riconoscimento dell'ultimo supplemento. Questa regola riguarda, tra gli altri, gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD), alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e all'Assicurazione generale obbligatoria. La normativa, però, contempla alcune deroghe che consentono di anticipare la domanda, riducendo l'attesa a due anni.
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Chi raggiunge l’età prevista da pensione
La prima eccezione riguarda chi ha già raggiunto l'età prevista per la pensione: in questa circostanza il supplemento può essere richiesto trascorsi soltanto due anni. Una seconda possibilità interessa artigiani, commercianti e coltivatori diretti iscritti alle gestioni autonome. Chi possiede già il requisito anagrafico previsto può ottenere, una sola volta nell'intera vita assicurativa, un supplemento anticipato dopo due anni.
Per gli iscritti alla Gestione separata Inps
Tempistiche ridotte anche per gli iscritti alla Gestione separata Inps, che comprende collaboratori e professionisti privi di una cassa previdenziale dedicata. Per la prima richiesta è sufficiente attendere due anni dalla decorrenza della pensione, senza dover aver raggiunto l'età pensionabile; per gli eventuali supplementi successivi torna invece applicabile il termine ordinario di cinque anni. L'ultima deroga riguarda gli ex iscritti all'ENPALS, cioè i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico: se hanno maturato l'età pensionabile, possono anch'essi chiedere il supplemento già dopo due anni.
Modalità di presentazione
L'istanza può essere inoltrata direttamente attraverso il portale dell'INPS utilizzando SPID, Carta d'identità elettronica (CIE) oppure Carta nazionale dei servizi (CNS), accedendo al servizio dedicato. In alternativa è possibile rivolgersi al Contact Center dell'Istituto, contattando il numero verde 803164 da rete fissa oppure lo 06 164164 da telefono cellulare, oppure affidarsi a un patronato o a un altro intermediario abilitato. Non è necessario allegare documentazione relativa ai contributi maturati dopo il pensionamento, poiché l'INPS effettua le verifiche direttamente consultando i propri archivi.
Da quando decorre l'aumento
L'incremento dell'assegno non viene riconosciuto immediatamente. Se al momento della domanda risultano soddisfatti tutti i requisiti richiesti dalla legge, il supplemento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione dell'istanza. Per concludere il procedimento amministrativo, l'Inps applica il termine ordinario di trenta giorni previsto dalla legge n. 241 del 1990, salvo eventuali scadenze differenti fissate da disposizioni specifiche. Di conseguenza, il primo pagamento aggiornato può arrivare dopo alcune settimane, pur mantenendo come decorrenza economica il mese successivo alla richiesta.
Come si determina l'importo
Il metodo di calcolo dipende dall'epoca in cui sono stati maturati i contributi. Per quelli accreditati dal 1° gennaio 2012 si applica il sistema contributivo; per le anzianità maturate fino al 31 dicembre 2011 viene invece utilizzato lo stesso criterio con cui è stata liquidata la pensione originaria, cioè il metodo retributivo oppure quello misto. Va inoltre considerato che, se il trattamento pensionistico beneficia dell'integrazione al minimo, l'eventuale aumento può essere assorbito, totalmente o in parte, da tale integrazione. In questi casi l'importo effettivamente corrisposto potrebbe rimanere invariato oppure crescere soltanto per la quota eccedente. Anche nell'ipotesi di decesso del pensionato i contributi versati dopo il pensionamento non vengono persi: concorrono infatti al calcolo della pensione ai superstiti, indipendentemente dal fatto che siano già stati utilizzati per ottenere un precedente supplemento.
Cosa ricordare
Continuare a lavorare dopo il pensionamento può quindi tradursi in un vantaggio economico. I contributi aggiuntivi consentono infatti di ottenere un assegno più elevato, ma solo a condizione di rispettare i termini previsti e presentare l'apposita domanda all'INPS, poiché il riconoscimento del supplemento non avviene d'ufficio.
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