Pensioni, le donne ricevono assegni 25% più bassi rispetto agli uomini: il rapporto Inps

Economia
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Il XXV rapporto annuale ha messo in luce una disparità ancora evidente tra uomini e donne: i primi ricevono un importo pari a 2.166 euro, le seconde invece 1.633 euro. Dal presidente Gabriele Fava, però, è arrivato un appello ai giovani: "Devono avere fiducia nelle istituzioni che li hanno messi al primo posto, perché rappresentano il futuro del paese". E ancora: il divario di genere sta "certamente migliorando: giovani, uomini e donne sono in cima ai nostri pensieri"

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I pensionati in Italia, sulla base dei dati di fine 2025, sono circa 16,4 milioni. Di questi, il 51% sono donne: 8,4 milioni contro gli 8 milioni di maschi. Rispetto all'anno precedente, l'importo medio lordo mensile dei redditi pensionistici è aumentato dell'1,3%, da 1.861 a 1.885 euro. C’è però una sostanziale differenza tra quanto ricevono gli uomini e quanto le donne: nel primo caso, l’importo è pari a 2.166 euro, nel secondo è invece 1.633 euro, ovvero quasi il 25% in meno. Questo è quanto emerge dal XXV rapporto annuale Inps che sottolinea come le donne siano penalizzate da carriere contributive più discontinue e da retribuzioni inferiori nel corso della vita lavorativa. 

Bonus e lavoro

Guardando ancora alle donne nel mondo del lavoro, il rapporto dell’Inps mette in luce come gli incentivi economici alle famiglie (ad esempio l'assegno unico e universale e altri bonus alla natalità) possano sì favorire un aumento delle nascite ma, dall’altra parte, riducono la partecipazione delle madri al mercato del lavoro se non accompagnati da interventi complementari. Al contrario, altri strumenti come il Bonus asilo nido e il lavoro da remoto si rivelano particolarmente efficaci nel sostenere l'occupazione femminile, riducendo i costi e le difficoltà legate alla cura dei figli. Il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, presentando il report alla Camera ha spiegato che "il tema della natalità non può essere affrontato solo con trasferimenti monetari. La decisione di avere un figlio - ha aggiunto - dipende anche dalla stabilità del lavoro, dalla possibilità di conciliare tempi di vita e tempi professionali, dalla disponibilità di servizi per l'infanzia, dalla distribuzione dei carichi di cura tra madri e padri". Per questo motivo negli ultimi anni è stato potenziato il Bonus asilo nido: l'utilizzo della misura è passato dal 4% dei potenziali beneficiari nel 2017 a oltre il 35% nel 2025.

Età di pensionamento aumentata

Il rapporto mette in luce anche un aumento del tempo necessario ad andare in pensione: dal 1995 ad oggi, infatti, l'età media di pensionamento per i dipendenti privati è aumentata di 7 anni e 3 mesi. L'età media sale anche se si considera l'insieme dei lavoratori dipendenti privati e pubblici: nel 2025 è stata di 64 anni e sette mesi, contro i 64 anni e 5 mesi del 2024 e i 61 anni e 7 mesi del 2012. L'aumento è particolarmente evidente per le pensioni di vecchiaia, la cui età media si colloca stabilmente intorno ai 67 anni a partire dal 2020. Le pensioni anticipate seguono invece una dinamica più irregolare: dopo il massimo osservato nel 2020, pari a 62,1 anni, l'età media si attesta a 61,7 anni nel 2025, risentendo maggiormente dei canali di flessibilità in uscita. Sul tema delle pensioni anticipate, il rapporto ha evidenziato nel 2025 un netto calo: la riduzione ha interessato soprattutto le prestazioni previdenziali, diminuite del 3,2% con il marcato calo delle pensioni anticipate/anzianità (-5,9%) e dei trattamenti ai superstiti (-4,3%). Le pensioni di vecchiaia sono invece rimaste sostanzialmente stabili in termini di numerosità all'ingresso.

Fava: "Giovani sono il futuro, abbiano fiducia in istituzioni"

Poi dal presidente Gabriele Fava è arrivato un appello alle nuove generazioni. "I giovani - ha detto durante la presentazione del rapporto - devono avere fiducia nelle istituzioni che l'hanno messo al primo posto, perché rappresenta il futuro del paese, quindi il giovane oggi deve iniziare col suo percorso professionale e non pensare a quando avrà 60 anni. Questo vuol dire partire subito con l'estratto conto contributivo, che nasce dal contratto d'assunzione: è da lì che nasce il suo percorso di crescita professionale stabile". Fava ha anche voluto ribadire come la questione del divario di genere "stia certamente migliorando: giovani, uomini e donne sono in cima ai nostri pensieri".

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