Le pubblicità sulle piattaforme social non sono esenti dalle regole che normano le pratiche commerciali tradizionali. La direttiva Ue 2024/825 è stata recepita in Italia dal Dlgs 30/2026 e mira a ridurre i rischi di pratiche commerciali scorrette, aumentando le responsabilità delle aziende e imponendo anche a influencer e creator maggiore consapevolezza del contesto normativo
Maggiore trasparenza degli algoritmi, regole di utilizzo più rigide per gli utenti minorenni e correttezza nelle comunicazioni commerciali. Le linee guida dell’Unione europea per disciplinare le piattaforme online toccano vari aspetti della vita sui social allo scopo di renderla più sicura e responsabile. E il nuovo quadro normativo non esclude influencer e creator, per i quali Bruxelles ha ideato un codice di condotta europeo dedicato. I social sono ormai dominati da queste figure che svolgono attività promozionali: le aziende, infatti, investono molto in influencer e creator che, rispetto alla classica comunicazione aziendale, risultano molto più autentici e credibili agli occhi degli utenti dei social. Creano un legame di fiducia con i loro follower che, ritenendo i consigli attendibili, acquistano i prodotti promossi in post, reel e stories.
La direttiva Ue
Per questo, per tutelare i consumatori e ridurre meccanismi di profilazione rischiosi specialmente per gli utenti minorenni, dal 27 settembre entreranno in vigore le nuove regole Ue. Le disposizioni sono state introdotte dalla direttiva Ue 2024/825 che è poi stata recepita in Italia dal Dlgs 30/2026: lo scopo è contrastare il greenwashing, ovvero quella pratica commerciale per cui un’azienda si presenta più eco-friendly di quanto in realtà non sia, e le asserzioni generiche e non supportate dai fatti. Questo perché i social media non sono un territorio esente dalle regole che disciplinano le pubblicità e le pratiche commerciali tradizionali: le norme di Agcom a tutela dei consumatori, infatti, valgono a prescindere dal canale utilizzato.
su insider
Influencer e news locali: come si informano gli statunitensi
Aziende e creator responsabili
Molte aziende, noncuranti dell’applicazione delle stesse norme di correttezza nelle pratiche commerciali, trascurano la sostanza dell’annuncio e si limitano a indicare che si tratta di una pubblicità usando hashtag come #adv, #pubblicità o #partnership. Le aziende, secondo l’Ue, sono le prime responsabili del messaggio comunicato che deve essere validato con lo stesso rigore di uno spot televisivo o di qualsiasi altra forma di pubblicità. Anche creator e influencer, però, devono essere responsabili del messaggio che veicolano, rendendosi consapevoli del contesto normativo nel quale lavorano.