Madrid ha proposto di prevedere l'emissione di bond europei fino a 850 milioni l'anno, creando di fatto una sorta di "safe asset", un titolo comune che potrebbe anche rafforzare il ruolo internazionale dell'euro. "L'Italia vede con favore la proposta spagnola", fanno sapere fonti del Mef. Contrari i Paesi "frugali"
L'applicazione della deroga al Patto per la Difesa anche alle spese energetiche non sembra aver entusiasmato l'Eurogruppo. La scelta, precisavano fonti Ue già alla vigilia della riunione, è della Commissione e non spetta quindi ai singoli Paesi approvarla, o meno, a livello formale.
Spetterà a loro, tuttavia, dare la luce verde ai piani nazionali che i singoli Paesi presenteranno includendo le spese energetiche. E questo non sarà un esame scontato. "Le misure anticrisi siano temporanee e mirate, la sostenibilità del bilancio va mantenuta", è la linea che emerge nella dichiarazione finale dell'Eurogruppo. Sembra poi non aver rasserenato il clima la proposta con cui la Spagna si è presentata al tavolo: prevedere l'emissione di bond europei fino a 850 milioni l'anno, creando di fatto una sorta di "safe asset", un titolo comune che, secondo Madrid, rafforzerebbe il ruolo internazionale dell'euro, ridurrebbe i costi di finanziamento e favorirebbe l'integrazione dei mercati dei capitali senza aumentare il debito pubblico complessivo dell'Ue.
La proposta spagnola e l’approvazione dell’Italia
"Ciò che proponiamo è una maggiore efficienza al momento di emettere debito. Abbiamo calcolato che l'incremento di emissione congiunta che consentirà la nostra proposta, permetterà un risparmio di 25 miliardi nell'insieme dell'Unione", ha spiegato il vicepremier spagnolo con delega all'Economia, Carlos Cuerpo. Per Madrid quella dei bond comuni sarebbe un’iniziativa che darebbe una spinta agli investimenti, permettendo ai Paesi di dirottare risorse sulle priorità nazionali.
E tra chi sostiene la Spagna c'è l’Italia, rappresentato dal ministro Giancarlo Giorgetti. "Vediamo positivamente la proposta, pur nella difficoltà di proposte di questo genere nell'ambito dell'Ecofin e nell'ambito europeo", hanno spiegato fonti del Mef. Il parere di Roma non è entrato nei dettagli, così come quello della Francia che - a quanto si apprende - si è detta a sua volta prudenzialmente favorevole all'iniziativa. A favore anche il Portogallo.
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Il “no” dei Frugali
Fermissimo, invece, il “no” dei Frugali (che adottano una linea più rigorista nello stanziamento di risorse dell'Ue ai Paesi membri.) "Quella sugli eurobond è una lunga discussione, di tanto in tanto tornano delle proposte in merito. Ma la risposta è sempre la stessa: no", ha avvertito l'olandese Eelco Heinen. "Non è una soluzione, non è una nostra opzione", ha rimarcato la finlandese Riikka Purra. Eppure, dalla Commissione, è arrivata una sia pur timidissima apertura. "Restiamo disponibili a proseguire il dibattito più ampio sui safe asset europei", ha precisato il Commissario europeo per l'Economia, Valdis Dombrovskis, puntualizzando che, all'interno del futuro bilancio pluriennale, ci sono dei programmi per i quali, in teoria e se necessario, Palazzo Berlaymont ha previsto la possibilità di emettere debito comune.