Frontalieri, la Svizzera blocca i ristorni dopo la tassa sulla salute: "Viola gli accordi"
Economia“Una tassa che viola gli accordi internazionali tra i due Paesi”, per gli elvetici, che hanno bloccato il trasferimento di 50 milioni di franchi svizzeri, oltre 54 milioni di euro, la quota delle tasse pagate nella Confederazione dai lavoratori italiani
Tra Roma e Berna, è guerra fiscale. Il Consiglio di Stato del canton Ticino ha deciso di sospendere il versamento dei ristorni ai Comuni italiani per la controversa questione della tassa sulla salute per i vecchi frontalieri. “Una tassa che viola gli accordi internazionali tra i due Paesi”, per gli elvetici, che hanno bloccato il trasferimento di 50 milioni di franchi svizzeri, oltre 54 milioni di euro, la quota delle tasse pagate nella Confederazione dai lavoratori italiani. Uno stop che avrà gravi conseguenze economiche per i municipi della fascia di confine, per i quali i ristorni sono un’entrata fondamentale.
Che cos’è la tassa sulla salute
La tassa sulla salute è un contributo mensile calcolato in base al salario e previsto per i vecchi frontalieri, quelli ai quali non si applica il nuovo accordo fiscale, introdotta con la Legge Finanziaria del 2024. È stata contestata dalle organizzazioni sindacali, che hanno ipotizzato la violazione dell’accordo internazionale sulla fiscalità dei lavoratori italiani in Svizzera.
Ad oggi di fatto non è ancora stata richiesta, ma Regione Lombardia ha sempre dichiarato che intende applicare la norma e ha annunciato che da settembre chiederà il contributo ai circa 70mila vecchi frontalieri lombardi.
Non è la stessa soluzione adottata dal Piemonte, che non intende applicare la tassa, tanto che il Canton Ticino ha disposto lo stop dei ristorni solo per la Lombardia. Il blocco dei ristorni è stato comunicato da Claudio Zali presidente del Consiglio di Stato del Ticino. "Abbiamo preso la decisione unanime di trattenere cautelativamente parte dei ristorni a seguito della controversia legata alla prossima introduzione, almeno in Lombardia della tassa della salute per i vecchi frontalieri, un’imposta lesiva dell’accordo internazionale tra Svizzera e Italia che vieta la doppia imposizione per i vecchi frontalieri e prevede che sia il solo Ticino a prelevare le imposte".
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L'appello
"Siete ancora in tempo, ritirate la tassa", è l’appello del Pd e delle organizzazioni sindacali al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al presidente della Lombardia Attilio Fontana. "I Comuni di frontiera dovranno rifare i conti, ricalcolare alcune voci di bilancio, magari sospendere dei servizi", spiegano i consiglieri regionali dem Angelo Orsenigo e Samuele Astuti. "Rimettete le cose in pari con la Svizzera e forse eviterete di mettere in ginocchio i comuni di frontiera". Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale frontalieri Cgil, parla di "situazione di inaudita gravità".