Delfin approva il bilancio, Del Vecchio non si presenta all'assemblea

Economia

Il manager, in una lettera, ha spiegato la permanenza di gravi criticità irrisolte, in primis non aver ricevuto la documentazione aziendale necessaria a valutare il progetto di bilancio 2025

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L'assemblea di Delfin ha approvato il bilancio 2025 con il voto unanime dei presenti, ma all'appuntamento c'è stato un grande assente: Leonardo Maria Del Vecchio. Il manager, in una lettera, ha comunicato la sua decisione ripercorrendo tutta una serie di "gravi criticità irrisolte".

L'assenza di Del Vecchio all'assemblea

Leonardo Maria Del Vecchio ha segnalato che una delle gravi criticità è il non aver ricevuto la documentazione aziendale necessaria a valutare il progetto di bilancio 2025. Su questa base, il manager ha ritenuto di non essere nelle condizioni di prendere parte a un'assemblea che trattava anche quel punto.

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Le gravi criticità di Lmdv

Nel ripercorre le "gravi criticità irrisolte" che lo hanno spinto a non partecipare all'assemblea di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, Lmdv è partito dall'assemblea del "27 aprile, quando sei soci (sette su un punto specifico) avevano votato a favore delle sue proposte di delibera", e il quartogenito di Leonardo Del Vecchio "riteneva di aver ottenuto conferma dell'appoggio di gran parte dei soci e, di conseguenza, di Delfin". Da allora, ha scritto nella lettera, "vari fattori sono cambiati". "Anzitutto la richiesta, avanzata nelle scorse settimane, di un impegno da parte del Board ad analizzare seriamente la sua proposta di acquisto delle quote di Luca e Paola Del Vecchio - si legge nel documento - Una struttura, ricorda, che avrebbe lasciato su di sé i rischi finanziari dell'operazione, a condizioni vantaggiose per Delfin stessa. Per settimane, alcuni membri del Board 'si sono limitati a sollevare eccezioni generiche su presunti limiti legali', senza mai approfondire nel merito la richiesta". "Mentre il Board restava silente, alcuni consiglieri hanno intrattenuto comunicazioni informali con una parte soltanto dei soci, generando - ha sottolineato LMDV - confusione e sfiducia. Nello stesso periodo, a fronte delle richieste di accesso a documentazione aziendale indispensabile anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici, Lmdv segnala di non aver mai ottenuto riscontro scritto, ricevendo solo risposte telefoniche". Sollecitato il 24 giugno a esprimersi formalmente, il Board, come noto, "si è diviso". 

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Il nodo su Rocco Basilico

A questo si aggiungerebbe la posizione di Rocco Basilico. Lmdv ne ha contestato con forza l'iscrizione nel registro dei soci, avvenuta nel 2022 senza che ve ne fossero i presupposti e senza alcuna verifica, denunciando "un'ingiustificabile inerzia" del Board, che non risulterebbe aver mai svolto un'analisi della vicenda nonostante le obiezioni sue e di sua madre. Per questo motivo Lmdv ha ribadito formalmente la propria contrarietà all'ammissione di Basilico a intervento e voto, richiamando le posizioni già espresse sin dall'assemblea del 13 novembre 2025, e si è riservato di impugnare le delibere assunte con il suo concorso. La lettera ha richiamato inoltre le iniziative avviate da Rocco Basilico - definite da LMDV una reazione "scomposta" a procedimenti che lo riguardano direttamente, non nel merito dell'operazione. Tali iniziative avrebbero contribuito a una situazione ormai critica: "Cinque soci hanno notificato le loro transfer notices, fino a far emergere apertamente, da parte dello stesso Basilico, l'ipotesi della liquidazione degli asset a sconto". LMDV respinge e critica con nettezza questo scenario, definendolo "sconveniente e illogico". 

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Delfin approva bilancio e nomina due commissari

Nonostante l'assenza di Leonardo Maria Del Vecchio, l'assemblea di Delfin ha approvato il bilancio 2025 che vede per la holding dividendi incassati per oltre 1,2 miliardi (la maggior componente dell’utile) e ha nominato solo due commissari dei conti, Lara Forte e Fabio Scoyni. Bocciato invece l'altro candidato all'incarico, Marco Talarico, ex amministratore delegato di Lmdv Capital, la società di Leonardo Maria Del Vecchio, uno degli otto soci della finanziaria lussemburghese che controlla il 32,4% di EssilorLuxottica oltre ad avere in mano il 17,5% di Mps, il 10% di Generali e il 2,8% di Unicredit. Serviva sempre l’unanimità, che non c’è stata, anche per dare la possibilità ad alcuni eredi di spostare il loro 12,5% a testa nelle rispettive newco personali. Anche su questo punto, quindi, nulla cambia. A quanto si apprende infatti Delfin ha respinto sia l'incremento delle cedole, sia la possibilità di trasferire le singole quote degli eredi in società personali (che le avrebbero rese bancabili). I soci in Lussemburgo avrebbero bocciato l’innalzamento del tetto all’80% per la distribuzione degli utili ai soci. Limite che quindi resta intatto come ora al 10%. 

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