Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: cali fino al 60%

Economia
©Getty

Introduzione

La guerra tra Usa e Iran frena gli spostamenti tra Occidente e Oriente e viceversa. I principali scali a Dubai, Abu Dhabi o a Doha sono considerati poco sicuri e il problema della mancanza di cherosene per gli aerei incide negativamente sulla scelta di organizzare un volo a lunga percorrenza. La città degli Emirati Arabi Uniti ha perso il suo primato di meta del turismo internazionale ma ha anche frenato drasticamente l'arrivo, in Italia, di turisti dell'area del Golfo che tradizionalmente vantano una elevata capacità di spesa. Un report della Banca d’Italia ha calcolato un calo di circa il 60%.

Quello che devi sapere

Il calo dei turisti dal Golfo Persico

L'ultima indagine della Banca d'Italia sul turismo internazionale evidenzia che gli analisti dell'istituto centrale hanno elaborato “i dati di telefonia mobile” rilevando come "le presenze di turisti provenienti dall'area del Golfo Persico siano diminuite di circa il 35% a marzo, del 60% ad aprile e del 20% a maggio rispetto ai corrispondenti mesi dell'anno precedente”.

 

Per approfondire: Turismo, il 70% dei lavoratori è sotto la soglia di povertà: lo studio di Filcams Cgil

La contrapposizione rispetto al 2025 e agli inizi 2026

La debacle attuale si contrappone a un 2025 di crescita per il settore turistico in Italia, trainato anche dal Giubileo, e da un primo trimestre 2026 eccezionale sulla spinta delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina che ha compensato temporaneamente gli effetti degli eventi bellici.

 

Per approfondire: Case vacanza, 300mila euro per una settimana a Firenze: tutti i prezzi “pazzi” dell’estate

pubblicità

La spesa dei viaggiatori nel 2025

Lo scorso anno la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è aumentata del 4,6% con i viaggiatori che appunto hanno aumentato gli arrivi a Roma per il Giubileo e nelle città d'arte. In termini di spesa (8,8 miliardi) e di presenze (13 milioni), il primato è dei turisti tedeschi seguiti da quelli degli Stati Uniti che compensano il numero minore (4,1 milioni) con una durata maggiore del viaggio facendo salire il conto totale a 6,6 miliardi. L'avanzo della bilancia turistica è peraltro ulteriormente aumentato nei primi tre mesi dell'anno con una crescita della spesa che ha accelerato al 5,4%.

 

Per approfondire: Turismo, Italia si conferma meta preferita dagli europei. Ecco gli altri Paesi più scelti

Il problema dei voli aerei

La International Air Transport Association (Iata), l’associazione mondiale delle compagnie aeree, ha calcolato che nei primi sette giorni di marzo è stato cancellato circa l’85% dei voli in arrivo o in partenza dagli aeroporti del Golfo Persico. Alla fine del mese risultavano operativi meno della metà dei collegamenti inizialmente programmati. Rispetto ai piani predisposti prima della guerra, quasi un volo su quattro previsto per maggio è stato eliminato e le compagnie hanno ridotto anche la capacità offerta per l’estate.

pubblicità

Quanto vale il turismo dal Golfo Persico

I turisti provenienti dal Golfo Persico alimentano segmenti ad alto valore soggiornando solitamente in hotel a cinque stelle, mangiando nei ristoranti migliori e spendendo ampiamente nello shopping di lusso tra moda, gioielleria, servizi personalizzati e soggiorni nelle principali città d’arte.

Le previsioni disattese

L’Enit, Agenzia nazionale del turismo, prevedeva per il 2025 circa 964mila arrivi dal Medio Oriente, in aumento del 21,1%. Oltre 310mila sarebbero dovuti provenire dagli Emirati Arabi Uniti. La stessa analisi indicava che l’83% dei visitatori dell’area sceglieva le città d’arte e che lusso e shopping figuravano tra le principali motivazioni del viaggio.

pubblicità

I dati sul turismo estivo

In ogni caso, il settore del turismo italiano in estate prevede di raggiungere un nuovo record, anche senza i viaggiatori del Golfo Persico. Secondo una stima di Cna Turismo e Commercio, che l’Ansa ha pubblicato in anteprima, tra luglio e settembre si potrebbero superare i 224 milioni di presenze turistiche, generando una spesa diretta vicina ai 27 miliardi di euro e un impatto complessivo sull'economia compreso tra 43 e 48 miliardi di euro. Il confronto con l’ultima estate prima della pandemia fotografa con chiarezza la forza della ripresa.

I dati sul turismo estivo negli anni passati

Nel trimestre luglio-settembre del 2019 le presenze turistiche si erano fermate a circa 215 milioni. Quest'anno potrebbero superare quota 224 milioni, con un incremento di oltre 9 milioni di pernottamenti rispetto al periodo pre-Covid. Anche il giro d'affari registra un deciso salto in avanti: dai circa 25,8 miliardi per l’estate 2019 agli oltre 27 miliardi previsti per quest'anno. Un risultato ancora più significativo - sottolinea Cna - se si considera che nel 2020, nel pieno dell'emergenza sanitaria, le presenze estive erano precipitate sotto i 140 milioni. In sei anni il turismo italiano ha quindi recuperato oltre 80 milioni di pernottamenti, tornando ai massimi storici. 

pubblicità

Le località più richieste

A sostenere la crescita sono diversi fattori a partire dall’aumento della domanda internazionale verso l'Italia, alimentata dall'elevato interesse dei visitatori provenienti da Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito. A questo si aggiungono il favorevole posizionamento dell'Italia nel turismo culturale ed esperienziale, la crescita del turismo enogastronomico e l'allungamento della stagione turistica, con settembre che negli ultimi anni sta registrando incrementi superiori ai mesi tradizionalmente più forti. Le località più richieste si confermano la Costiera Amalfitana, il Salento, la Sardegna, la Sicilia, la Riviera Romagnola, il Lago di Garda e le Dolomiti. Tra le città d'arte continuano a trainare Roma, Firenze, Venezia, Napoli e Milano, ma cresce anche il successo delle destinazioni minori che valorizzano identità territoriali, produzioni tipiche e artigianato.

 

Per approfondire: Tutte le ultime notizie sul turismo

pubblicità