La proposta è stata avanzata dal presidente dell'organizzazione, Antonio Amato, durante il suo intervento all’assemblea annuale di Federmanager Roma. Una misura da rendere operativa tramite l'istituzione di un board strategico permanente per coordinare le filiere industriali e il turismo dei grandi eventi
Durante l’assemblea annuale di Federmanager Roma, il presidente Antonio Amato ha presentato un pacchetto di proposte concrete per il territorio: istituire un board strategico permanente per coordinare le filiere industriali e il turismo dei grandi eventi, e attivare un piano di consolidamento per supportare l'aggregazione e la managerializzazione del tessuto delle PMI laziali. Federmanager punta inoltre sulla candidatura della Capitale a sede degli Stati Generali dell'industria nazionale. Una sfida "accettata" dalla vicepresidente della Regione, Roberta Angelilli, che tuttavia sottolinea la necessità di investimenti e innovazione.
Il Lazio corre più veloce di Roma grazie a investimenti e competenze
Nel suo intervento il presidente Amato ha messo in luce la necessità di un cambio di passo immediato, perché “la trasformazione che stiamo attraversando non è una fase congiunturale destinata a riassorbirsi: è un cambiamento strutturale del modello industriale" e, in questo scenario di profonda ridefinizione, "il Lazio corre più veloce". Una velocità che - spiega il presidente - "è il frutto di scelte coraggiose, investimenti e, soprattutto, di competenze". Perciò per rispondere a questa trasformazione, Amato propone che “Roma venga candidata a sede degli Stati Generali dei principali pilastri industriali nazionali. Una misura da rendere operativa, secondo il presidente, con "la costituzione di una task force mista, un board strategico territoriale, un organo decisionale e di indirizzo, non un semplice tavolo di discussione", a cui affidare anche "il coordinamento di una politica strutturata sul turismo congressuale e sui grandi eventi, che valorizzi quanto il Giubileo ci ha insegnato: che Roma è in grado di attrarre il mondo, e che questa capacità va organizzata e messa a sistema come leva di sviluppo economico permanente".
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Il presidente Amato: "La crescita si costruisce insieme"
La seconda misura cardine illustrata dal vertice riguarda la dimensione delle aziende locali. Il presidente ha infatti chiesto "un piano di consolidamento industriale delle filiere locali da attivare con le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, la regione Lazio e il ministero delle Imprese e del Made in Italy". Oltre a "misure concrete per favorire l'aggregazione delle nostre PMI nei distretti chiave - farmaceutico, aerospazio, costruzioni - perché la dimensione è una condizione di sopravvivenza nella competizione globale". Il presidente ha poi invitato a non cullarsi sui successi, ponendo l'accento su capitale umano, flessibilità e welfare aziendale: "Senza questi strumenti perderemo i giovani talenti. Roma non ha bisogno di vecchie scrivanie, ma di hub collaborativi: l'evoluzione dei modelli di lavoro è un fattore critico di competitività". Amato ha quindi concluso con un appello alla cooperazione: "La crescita si costruisce insieme. Il management è l'infrastruttura immateriale su cui poggia il Paese. Alle istituzioni chiediamo semplificazione, velocità decisionale e il pieno coinvolgimento delle migliori competenze nelle scelte strategiche".
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Il sindaco Gualtieri: "Fare di Roma la vera locomotiva del Paese"
All'evento è intervenuto anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha sottolineato come in questi anni siano stati investiti nella Capitale "14 miliardi di euro tra risorse del Giubileo, PNRR, partnership pubblico-privato e fondi comunali". Investimenti a cui bisogna "dare continuità", oltre a "rafforzare l’infrastrutturazione di tutta la città per fare di Roma la vera locomotiva del Paese". La vicepresidente della regione Lazio, Roberta Angelilli, anche lei presente all'assemblea, si è invece espressa favorevolmente sulla proposta di candidare Roma a sede degli Stati Generali dell’Industria, dichiarando di "accettare questa sfida". Angelilli ha inoltre delineato i nodi centrali su cui concentrare l'azione: “Occorre puntare con decisione sulla semplificazione, perché è necessario ridurre la burocrazia per poter correre, e sull’innovazione a 360 gradi, fondamentale per non perdere competitività. Infine, un pilastro strategico è rappresentato dalle competenze e dalla formazione, asset che voi, con i vostri 10.300 manager nel Lazio, avete da sempre nel DNA”.