Electrolux, sciopero nello stabilimento di Cerreto d'Esi dopo l'annuncio dei licenziamenti
EconomiaLa protesta dei lavoratori dopo che ieri l'azienda ha reso nota l'intenzione intraprendere un piano di ristrutturazione con 1.700 esuberi. Prevista anche la chiusura del sito marchigiano, che produce cappe da cucina e occupa circa 170 addetti
Lavoratori in sciopero e in assemblea, stamattina, davanti allo stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona, dopo l'annuncio shock di ieri dell'azienda che intende intraprendere un piano di ristrutturazione con 1.700 esuberi che comporterebbe anche la chiusura del sito di Cerreto che produce cappe da cucina e occupa circa 170 addetti tra cui 68 operai e il resto impiegati. Scoramento e rabbia tra i lavoratori, tra i quali ci sono anche coppie, marito e moglie, e quindi famiglie che resterebbero completamente senza occupazione di sostentamento. Per domani sarebbe stato già convocato un primo incontro in Regione sulla crisi.
I sindacati: "Governo difenda produzione in Italia"
"Electro...shock!", è l'emblematica scritta che compare su un cartello mostrato da Pierpaolo Pullini (Fiom Cgil) e rende l'idea dello stato d'animo di operai e impiegati del sito. "C'è grande amarezza - dice all'ANSA Pullini - per quello che le persone hanno fatto da quando è arrivata questa multinazionale e per le aspettative create e che avevano, grande paura per un futuro che ora diventa incerto ma anche tanta determinazione a fare tutto ciò che possiamo fare affinché ciò non avvenga. Il piano industriale deve essere ritirato: non è possibile che una multinazionale come Electrolux presenti un piano di desertificazione industriale perché le cappe che vengono prodotte qua, patrimonio del territorio, verranno prodotte in Polonia e non vorremmo che risorse venissero tolte qua per investire anche nel Nord America: sarebbe una vergona. Il governo metta in atto tutte le azioni anche di politica industriale perché le produzioni continuino sul territorio italiano". "Ci avevano parlato di una riorganizzazione ma non ci aspettavamo un impatto così pesante per Cerreto e per il resto del Gruppo - commenta Nicola Salsano (UIlm) della Rsu - con dismissioni di varie lavorazioni in alcuni stabilimenti che danno l'idea di un lento tracollo del settore dell'elettrodomestico almeno da parte di Electrolux".
Ugl metalmeccanici: "Piano di ristrutturazione inaccettabile"
“Il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux è assolutamente inaccettabile. Parliamo di 1.700 esuberi su 4.500 addetti complessivi in Italia, una percentuale che sfiora il 40% della forza lavoro, oltre alla chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e alla riduzione delle produzioni con conseguenti ricadute occupazionali nei siti di Susegana, Solaro, Porcia e Forlì" dichiara anche l'Ugl metalmeccanici in una nota. “Una notizia che era nell’aria, ma non ci aspettavamo numeri così elevati per quanto riguarda gli esuberi. È grave che, appena conclusa una prima fase di ristrutturazione, l’azienda annunci una seconda riorganizzazione".