Approvato un nuovo incentivo che finanzia l'assunzione di ricercatori e specialisti. Il sostegno economico copre gran parte dello stipendio dei nuovi assunti (fino a 56mila euro l’anno) per facilitare l'ingresso di competenze scientifiche nel mercato del lavoro
Per aiutare le piccole e medie imprese a innovare, la Regione Lombardia ha approvato un nuovo incentivo che finanzia l'assunzione di ricercatori e specialisti. Mentre il governo si concentra sul trattenere i talenti nelle università, la strategia lombarda vuole portarli direttamente in azienda. Il sostegno economico è rilevante: copre gran parte dello stipendio dei nuovi assunti (fino a 56mila euro l’anno) per facilitare l'ingresso di competenze scientifiche nel mercato del lavoro. Si tratta di un investimento sul capitale umano per garantire che le piccole e medie imprese lombarde restino competitive e all'avanguardia in Europa. Con l'approvazione della misura ‘Talenti-Trasferimento delle conoscenze’, la Giunta regionale, attraverso la regia dell'assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, vuole ribadire il suo impegno a sostegno delle Pmi lombarde, incentivando l'ingresso di dottori di ricerca e professionisti altamente qualificati nelle aziende, favorendo il trasferimento di innovazione e competenze scientifiche direttamente nelle imprese e contribuendo a potenziare la crescita del tessuto produttivo lombardo.
Coperto fino al 70%dei costi per l'assunzione
Un contributo a fondo perduto copre fino al 70% dei costi per l'assunzione di questi ricercatori, con un sostegno che può arrivare fino a 56mila euro annui per le assunzioni a tempo indeterminato e 48mila euro per quelle a tempo determinato. Un intervento mirato a stimolare l'innovazione applicata e a facilitare il trasferimento delle conoscenze direttamente nelle imprese, facendo leva su una visione strategica che pone l’accento sulla formazione e l’ingresso di talenti nel mondo produttivo. L'obiettivo finale è creare un ecosistema virtuoso in cui i talenti possano contribuire direttamente alla crescita e alla trasformazione tecnologica delle aziende. Per la Regione, spiega una nota che illustra i dettagli della misura, non si tratta di una misura isolata ma del tassello di una strategia più ampia che punta a saldare definitivamente il rapporto tra università e imprese.