Giornata nazionale del Made in Italy 2026, i dati sull'eccellenza italiana nel mondo

Economia
©Getty

Sono 976 i prodotti per i quali il Paese è tra i primi tre al mondo per esportazioni. Mentre l'86% degli italiani acquista prodotti nazionali e li considera parte della propria identità, il 45% dei consumatori internazionali dichiara di aver acquistato almeno una volta un prodotto falso italiano

ascolta articolo

Non essere troppo umili, aprirsi alla curiosità e all'innovazione. E non mollare. Sono i consigli degli imprenditori all'evento della Made in Italy Community all'Auditorium della tecnica di Confindustria. "Lavoriamo per dare voce e chiarezza al sistema, costruire una narrativa condivisa e rafforzare la percezione autentica del Made in Italy nei mercati esteri", ha dichiarato il fondatore della community Roberto Santori, indicando la necessità di unire le forze in un periodo di tensioni internazionali drammatiche. "Quando l'Italia riesce davvero a fare sistema non compete soltanto, fa scuola al mondo", aggiunge Santori. Il 15 aprile si festeggia la Giornata nazionale del Made in Italy, dedicata alla promozione della creatività e dell’eccellenza italiana,  e sono 976 i prodotti per i quali il Paese è tra i primi tre al mondo per esportazioni, ha sottolineato il presidente di Simest, Vittorio de Pedys. Eccellenze che non sempre sono valorizzate e tutelate a sufficienza, secondo uno studio di Tp Infinity. Mentre l'86% degli italiani acquista prodotti nazionali e li considera parte della propria identità, secondo questo studio, il 45% dei consumatori internazionali dichiara di aver acquistato almeno una volta un prodotto falso italiano e il 28% afferma addirittura di averlo preferito all'originale.


È tanto più necessario agire contro l'Italian sounding e per la tutela dei consumatori. La presidente di Grappa Nonino, Giannola Nonino, ha fatto un appello al governo per "dare maggior sicurezza ai consumatori". "I francesi non permetterebbero mai di vendere il prosecco come champagne. La grappa è solo italiana", ha sottolineato poi la nipote Francesca Bardelli Nonino. Giannola ha raccontato come ha trasformato "una bevanda povera, da Cenerentola a regina dei distillati" seguendo la lezione imparata dai genitori: "mirare lontano per arrivare almeno vicino, nel rispetto di chi ti sta accanto e non mollare mai". Troppa modestia non è valore positivo, secondo il presidente di Almaviva e special advisor per l'intelligenza artificiale di Confindustria, Alberto Tripi: "In Italia siamo sempre modesti, ma siamo dei fenomeni dell'innovazione digitale: riusciamo a capire i cambiamenti e a cambiare l'organizzazione aziendale con fantasia", ha detto Tripi.

Nel 2025 643 miliardi di export

"La curiosità è la ricetta dell'innovazione", secondo il ceo di Rhea Vendors Group, Andrea Pozzolini. "Noi siamo un'azienda che fa macchinetta da caffè. Ha iniziato grazie all'intuizione di un uomo che è andato negli Stati Uniti negli anni 60, ha visto le prime macchine automatiche e ha detto: voglio farle anche io e voglio farlo bene", ha raccontato. Ha fatto un distributore per le palline colorate di chewing-gum così bello che è stato esposto al Moma di New York. Dai grandi musei ai cartoni animati, il ceo di Lucano 1894, Francesco Vena, ha ricordato che la scritta Amaro Lucano compariva su un cartello nello stadio di Holly e Benji come prodotto italiano simbolo per uno sport che rappresentava il made in Italy. Dal governo il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un messaggio nei giorni scorsi ha rivendicato come "anche in acque difficili, la nave Italia naviga nella giusta direzione" rimarcando che nel 2025 il nostro export ha raggiunto i 643 miliardi, con una crescita del 3,3%. Mentre il ministro Urso ha evidenziato l'importanza delle "competenze come infrastruttura strategica del Paese".

Approfondimento

Made in Italy, le imprese chiedono meno burocrazia

Il Made in Italy attrae il 79% dei giovani, ma deve modernizzarsi

Il Made in Italy attrae le nuove generazioni, ma deve evolversi e diventare più meritocratico. È quanto è emerso dallo studio commissionato da Made in Italy community a Tp Infinity, condotto all'inizio dell'anno su un campione di mille consumatori italiani e 800 esteri. La parte nazionale dell'indagine mostra che lavorare in un'azienda che produce Made in Italy è considerato stimolante dal 79% del campione ed è motivo di orgoglio sociale e familiare per il 92%. Accanto a questo riconoscimento, emerge però una richiesta di modernizzazione. Le leve ritenute più efficaci sono stipendi più competitivi (40%), meritocrazia (37%), reali percorsi di crescita (33%) e un collegamento più strutturato con scuole, università e Its (28%).
 

In termini generali, il modello Made in Italy convince più in patria che all'estero. Se l'86% di italiani acquista prodotti nazionali e li considera parte della propria identità, il 45% dei consumatori internazionali dichiara di aver acquistato almeno una volta un prodotto "falsamente italiano" - cadendo nel cosiddetto "Italian sounding" - e il 28% afferma addirittura di averlo preferito all'originale. In Italia, la percezione è fortemente legata a qualità artigianale (44%) ed eccellenza produttiva, all'estero domina invece un'immagine legata al lusso (24%) e allo stile di vita. Ed è proprio nei mercati internazionali che emergono le problematiche del sistema: la contraffazione è la più grande minaccia per il 65% degli italiani, un dato nettamente superiore al 43% registrato all'estero.

Economia: I più letti