Associazione traffico aereo: Europa dipendente da importazioni, troppo vulnerabile
EconomiaIn un rapporto pubblicato a novembre, la IATA spiegava come già il Continente fosse a rischio per l'approvvigionamento di carburante per gli aerei. Uno scenario che oggi si sta realizzando con le conseguenze del conflitto in Iran
L'Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell'offerta. L'allarme lo aveva lanciato l'Associazione internazionale del traffico aereo a novembre scorso nel suo rapporto sulle prospettive dell'approvvigionamento di carburante, alla luce dell'impatto delle sanzioni sulla Russia. Ora la vulnerabilità dell'Europa è evidente, con la situazione creata dal conflitto in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.
Settore vulnerabile
"Tra i settori dei trasporti, l’aviazione è particolarmente vulnerabile a causa della forte dipendenza dal carburante per aerei basato su combustibili fossili e dell’assenza di alternative scalabili nel breve periodo. L’aumento delle tensioni geopolitiche ha ulteriormente amplificato queste difficoltà per le compagnie aeree", aveva scritto l'Associazione internazionale del traffico aereo nel suo report, sottolineando come sarebbero arrivate nuove sfide a causa dell'impatto delle sanzioni sul petrolio russo imposte da Ue, Regno Unito e Usa.
Approvvigionamento a rischio
"L’approvvigionamento di carburante per aerei in Europa è sempre più vulnerabile a causa dei cambiamenti strutturali nel panorama della raffinazione", sottolineava la IATA, specificando: "Questa tendenza è particolarmente preoccupante per le compagnie aeree, poiché il carburante rimane uno dei pochi prodotti raffinati con una domanda prevista in crescita nel prossimo decennio. Sostituire la produzione interna perduta non è semplice".
Crescente dipendenza dalle importazioni
La IATA aveva lanciato un allarme importante sulla dipendenza crescente dell'Europa dalle importazioni. "L’Europa è da tempo un importatore netto di carburante per aerei, con le importazioni che coprono circa il 30% della domanda regionale. Infrastrutture consolidate, come l’hub Amsterdam–Rotterdam–Anversa (ARA) e il Central European Pipeline System (CEPS) della NATO, supportano grandi flussi di carburante e la distribuzione verso i principali aeroporti. Questi sistemi garantiscono una certa resilienza nei mercati principali. Tuttavia, con il calo della capacità di raffinazione europea e la crescente dipendenza dalle importazioni, emergono vulnerabilità nelle aree prive di infrastrutture solide". L'Associazione internazionale aveva sottolineato come, per diverse motivazioni, la resilienza di approvvigionamento di carburante per aerei stesse diventando sempre più fragile: "Alcune regioni che un tempo erano autosufficienti ora competono per le importazioni, creando colli di bottiglia".
Guardare al futuro
"L’industria energetica tradizionale rimarrà profondamente interconnessa e indispensabile per l’economia globale fino al pieno raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Sebbene nessun settore possa gestire da solo questa transizione strutturale, il trasporto aereo è particolarmente esposto alle vulnerabilità delle catene di approvvigionamento", aveva ancora spiegato la IATA, "per mitigare i rischi sono necessarie azioni coordinate tra industrie e governi per evitare interruzioni croniche dell’offerta e mantenere la stabilità del mercato. Sebbene la diversificazione delle fonti di approvvigionamento possa essere costosa, è fondamentale per ridurre la volatilità dei prezzi e limitare l’influenza dei fornitori dominanti. L’Europa deve quindi agire strategicamente ampliando le opzioni di approvvigionamento, costruendo capacità di stoccaggio regionali e accelerando l’adozione di carburanti sostenibili per l’aviazione, al fine di garantire la sicurezza delle forniture di carburante e sostenere la transizione energetica nel lungo periodo".