La tariffa è arrivata a 130,97 centesimi al metro cubo, contro i 109,85 di febbraio. "Per i 2,3 milioni circa di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas è pari a 52,12 euro al megawattora", fanno sapere dall'Agenzia. A febbraio era 35,21 euro. Codacons: "Servono nuovi e più incisivi provvedimenti, in grado di calmierare le tariffe e contenere la spesa di luce e gas degli italiani"
Costo del gas in crescita nel mese di marzo. È aumentato del 19,2% il prezzo per gli utenti vulnerabili, fissato dall'agenzia pubblica per l'energia Arera. La tariffa è arrivata a 130,97 centesimi al metro cubo, contro i 109,85 di febbraio. "Dopo il calo registrato a febbraio, il mese di marzo 2026, a causa del conflitto in Medioriente, ha visto le quotazioni all'ingrosso in deciso aumento rispetto a quelle registrate nel mese precedente”, fanno sapere dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. “Pertanto, per i 2,3 milioni circa di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas è pari a 52,12 euro al megawattora". A febbraio era 35,21 euro.
Stangata bollette oltre 2mila euro annui
Secondo l'Unione Nazionale Consumatori, per il nuovo utente vulnerabile tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, l'aumento del 19,2% della tariffa di marzo deciso dall'Arera significa spendere, in teoria, 232 euro in più su base annua, nell'ipotesi di prezzi costanti per i prossimi 12 mesi. La spesa totale annua (dal 1° marzo 2026 al 28 febbraio 2027) decolla così, per i vulnerabili, a 1441 euro che, sommati ai 605 euro della luce, determinano una stangata complessiva annua pari a 2.046 euro.
Vicepresidente Unc: "Governo ha abbandonato italiani"
Questo aumento del +19,2% porta il prezzo del gas ad essere superiore dell'84,8% rispetto ai tempi pre-crisi del marzo 2021. Rispetto al mese di marzo più caro, quello del 2022, invece, è inferiore solo del 4,8%. "È il 4° maggior rialzo di sempre e il 3° prezzo più elevato dall'inizio delle serie storiche”, ha commentato Marco Vignola, vicepresidente dell'Unione Nazionale Consumatori. “È gravissimo che il Governo si sia voltato dall'altra parte, abbandonando gli italiani al loro destino, perseverando con un decreto bollette stracciato dagli eventi e che nel breve periodo peggiora addirittura le cose, visto che abbassa il bonus straordinario delle bollette della luce da 200 a 115 euro. A questo va aggiunto che quanto accaduto nel 2022 ci insegna che nel mercato libero, in media, i rialzi, per chi ha un contratto a prezzo variabile, saranno ancora peggiori". E ha aggiunto: "Per questo la Meloni e Giorgetti avrebbero fatto meglio a imparare da Draghi, che tagliò gli oneri di sistema e l'Iva sul gas. Una bolletta di marzo che sarà astronomica. A salvare poi gli italiani nei prossimi mesi c'è il fatto che, per fortuna, il 15 aprile finirà la stagione termica, altrimenti i guai sarebbero stati ancora peggiori".
Codacons: “Decreto bollette non sufficiente”
Sulla “maxi-stangata da +232 euro annui a utente" è intervenuto anche il Codacons che parla di “un incremento peggiore di qualsiasi aspettativa". I numeri, secondo l’associazione per i diritti dei consumatori, “attestano come il decreto bollette varato dal governo non sia in grado di intervenire sulla situazione attuale e sul nuovo scenario energetico scoppiato dopo la guerra in Iran. Servono nuovi e più incisivi provvedimenti, in grado di calmierare le tariffe e contenere la spesa di luce e gas degli italiani".