Secondo il Viceministro, non si tratta solo di numeri, ma di risultati tangibili come la qualità dell’abitare, la riduzione dei consumi energetici e il recupero di spazi urbani. “Rigenerazione urbana e sviluppo infrastrutturale devono dialogare e rafforzarsi reciprocamente — ha sottolineato — poiché su questo equilibrio si gioca la competitività del Paese nel confronto europeo”
“Le risorse oggi disponibili, tra PNRR e programmi complementari, hanno consegnato al Ministero una responsabilità concreta: circa 6,5 miliardi di euro da tradurre in interventi efficaci, misurabili e duraturi”. Con questo messaggio il Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, ha partecipato alla 2ª Giornata sulla Rigenerazione Urbana RE/URB, organizzata da Fondazione Inarcassa a Taranto.
Secondo Rixi, non si tratta solo di numeri, ma di risultati tangibili come la qualità dell’abitare, la riduzione dei consumi energetici e il recupero di spazi urbani. “Rigenerazione urbana e sviluppo infrastrutturale devono dialogare e rafforzarsi reciprocamente — ha sottolineato il Viceministro — poiché su questo equilibrio si gioca la competitività del Paese nel confronto europeo”.
La Fondazione Inarcassa raccoglie l’auspicio del Viceministro Rixi di far dialogare rigenerazione urbana e sviluppo infrastrutturale, e proprio per questa ragione ha presentato il “Manifesto della Rigenerazione Urbana”, un documento che individua sei azioni urgenti per sbloccare un comparto frenato da incertezze normative: una Legge Quadro Nazionale per superare la frammentazione regionale; una Cabina di Regia Unica presso la Presidenza del Consiglio; la Qualità del Progetto come vincolo ai finanziamenti; una Politica Premiale stabile e decennale; la Semplificazione del lavoro professionale tramite digitalizzazione e lo sblocco del Partenariato Pubblico-Privato (PPP) con regole chiare per attrarre capitali.
Il dibattito istituzionale ha raccolto il consenso e le sollecitazioni di numerosi rappresentanti parlamentari, che hanno arricchito la discussione con diverse prospettive. Il Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, ha condiviso il contenuto del Manifesto ponendo l'accento sulla necessità di parlare anche di "bellezza" come valore sociale e ambientale che rimetta al centro la persona, mentre Pino Bicchielli(Comm. Inchiesta Rischio Idrogeologico e Sismico) ha invocato un'inversione di paradigma che privilegi la prevenzione sull'emergenza. Dal Senato, Andrea De Priamo(Comm. Ambiente) ha evidenziato come la nuova legge sulla rigenerazione urbana potrà contrastare il degrado sociale attraverso il recupero urbano, laddove Nicola Irto (Comm. Ambiente Senato) ha però rimarcato la necessità di una normativa ancora più moderna ed efficace che chiarisca definitivamente i contorni della rigenerazione. Sul fronte operativo, Erica Mazzetti (Comm. Ambiente Camera) ha richiamato i principi del Testo Unico sulle costruzioni per rimettere al centro la pianificazione e la sostenibilità economica legata al partenariato pubblico/privato, mentre Patty L’Abbate (Comm. Ambiente Camera) ha concluso segnalando l'esigenza di semplificare le procedure garantendo però competenze tecniche adeguate nella Pubblica Amministrazione e un approccio sistemico che colleghi l’urbanistica alla gestione energetica e idrica.
“Altro faro acceso sulla città di Taranto, il tema della rigenerazione urbana è tra quelli che più stanno a cuore all'amministrazione Bitetti - ha dichiarato Giovanni Patronelli, assessore all’urbanistica e rigenerazione urbana del Comune di Taranto. La nostra Città Vecchia attraverso interventi di recupero e rigenerazione, diventerà uno dei Borghi Antichi più attrattivi e belli d'Italia”.
“L’Italia parla di rigenerazione da un decennio, ma resta bloccata da una paralisi operativa che rischia di farci perdere un'opportunità storica - ha detto il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio chiudendo la giornata - noi professionisti tecnici mettiamo le nostre competenze a disposizione della Politica. I dati dimostrano che non c'è più tempo: recuperare l'esistente è l'unica via per la sicurezza e la coesione del Paese”.
All’evento hanno partecipato, inoltre, numerosi rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo accademico e professionisti dell’area tecnica, a testimonianza della centralità del tema per il futuro del territorio.