La decisione presa dal Cda il 22 marzo. Corrispettivo totale previsto di circa 10,8 miliardi. Lo Stato sarebbe azinista di maggioranza con una partecipazione sopra il 50%
Poste Italiane ha lanciato un'opas totalitaria per l'acquisto di Telecom Italia. Lo ha deciso domenica 22 marzo il Cda dalla società. Il corrispettivo totale previsto è di circa 10,8 miliardi. Attraverso un portavoce, Tim ha fatto sapere di aver preso atto dell'offerta e annunciato che lunedì 23 marzo si riunirà il consiglio di amministrazione per avviare il processo di valutazione.
Il comunicato di Poste
Nel comunicato Poste sottolinea che il "corrispettivo dell'offerta è altamente attraente" e l'obiettivo è quello di acquisire l'intero capitale sociale di Tim e procedere alla revoca dalla quotazione delle azioni di Tim su Euronext Milan. Il completamento dell'operazione è previsto entro la fine del 2026. Il gruppo risultante "potrà beneficiare di una governance stabile, con la presenza dello Stato Italiano quale azionista di maggioranza con una partecipazione superiore al 50% (anche attraverso la partecipazione detenuta da Cassa Depositi e Prestiti)". Questo, aggiunge il comunicato, assicurerà "stabilità nel lungo periodo e un chiaro mandato strategico orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholders e per il Paese nel suo complesso". "Tale assetto proprietario - è scritto - garantisce inoltre un forte allineamento degli interessi, volto a sostenere una performance competitiva e rendimenti per gli azionisti sostenibili nel tempo".
Denaro e titoli
L'offerta prevede una componente in denaro pari a Euro 0,167 per ciascuna azione di Tim portata in adesione all'Offerta, e da una componente in titoli pari a n. 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di Tim portata in adesione all'Offerta. Il corrispettivo complessivo dell'Offerta, tra cash e azioni, "esprime una valorizzazione pari a Euro 0,635 per ciascuna azione di Tim e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato alla data del 20 marzo 2026".
"Un unico Gruppo che integri due delle più grandi realtà industriali italiane"
"L'obiettivo dell'operazione - spiega il comunicato di Poste - è dare vita a un unico Gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane. Il nuovo Gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell'economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti".
L'operazione, proposta al mercato, mira a scalare e potenziare la piattaforma di Poste Italiane aggiungendovi tre asset significativi: una rete fissa e mobile di scala nazionale, una posizione preminente nelle infrastrutture cloud e data center del Paese e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana a tutti gli stakeholders - significativa in tal senso la recente presa di posizione europea.
Una delle principali piattaforme integrate del Paese
Il Gruppo combinato si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate del Paese con ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro, un Ebit aggregato pro-forma pari a circa 4,8 miliardi di euro e con oltre 150 mila dipendenti. Si tratta, viene evidenziato, di una naturale evoluzione della strategia di Poste italiane: il più grande network distributivo nazionale e operatore sistemico che evolve in abilitatore della trasformazione digitale del Paese. La combinazione delle due aziende "propone un mix di attività diversificato, resiliente e generatore di cassa con solidita' finanziaria e ampie riserve patrimoniali distribuibili". "Poste italiane e Tim - viene spiegato - rappresentano una perfetta integrazione realizzando un'offerta unica e completa, promossa da una rete di distribuzione senza pari costituzione di un gruppo industriale con significativa creazione di valore per gli azionisti con sinergie di ricavi e costi stimate in 0,7 miliardi annui, guidato da chiara direzione strategica e solida corporate governance".
Impatto positivo sull'utile dal 2027
La nota prosegue: "Si prevede che le sinergie di costo possano essere realizzate entro il secondo anno successivo al completamento dell'Offerta, mentre quelle di ricavo in un orizzonte di 3 anni". Gli oneri una tantum necessari per il conseguimento delle sinergie, precisa anche la nota "sono attualmente stimati in circa Euro 0,7 miliardi ante imposte, ammontare che si prevede di raggiungere a partire dal secondo anno successivo al completamento dell'Offerta per quanto riguarda le sinergie di costo e dal terzo anno per quanto riguarda le sinergie di ricavo". Poste spiega: "Alla luce di quanto sopra, Poste Italiane si attende un impatto positivo sul proprio utile per azione a partire dall'esercizio 2027 - spiega Poste - Inoltre, la solidità finanziaria, l'elevata generazione di cassa e le ampie riserve patrimoniali distribuibili del nuovo gruppo garantiranno un impatto neutrale sul dividendo per azione di Poste Italiane a valere sull'utile 2026. Le positive sinergie industriali tra i due gruppi avrebbero come conseguenza anche la parziale valorizzazione delle imposte anticipate di Tim, che al 31 dicembre 2024 ammontavano a 982 milioni di euro, in quanto diverrebbero recuperabili in un arco temporale definito".