Accelerano le componenti di fondo, trainate soprattutto dai servizi ricreativi, culturali e di trasporto. A frenare la corsa dei prezzi resta solo la forte flessione degli energetici, in calo del 6,6%
L'Istat rivede al ribasso le stime dell'inflazione registrata a febbraio. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,7% su base mensile e dell'1,5% su base annua, in lieve calo rispetto alla prima valutazione che indicava un +1,6%. Il dato annuale risulta comunque in accelerazione rispetto a gennaio (+1%).
Inflazione di fondo in risalita
L'"inflazione di fondo", che esclude energetici e alimentari freschi, mostra un'accelerazione significativa: passa da +1,7% a +2,4%. Un andamento simile si osserva anche per l'indice al netto dei soli beni energetici, che sale da +1,9% a +2,5%.
I fattori che spingono i prezzi
Secondo l'Istat, l'accelerazione dell'inflazione è trainata soprattutto dai Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, i cui prezzi crescono del 4,9%, e dai Servizi relativi ai trasporti, in aumento del 2,9%. Contribuiscono alla dinamica anche gli alimentari non lavorati, che segnano un +3,7%. L'"inflazione di fondo", che esclude energetici e alimentari freschi, mostra un'accelerazione significativa: passa da +1,7% a +2,4%. L'unico effetto di contenimento rilevante si deve all'ampliarsi della flessione dei prezzi degli Energetici, che registrano un calo del 6,6%.