In vista dell’assemblea straordinaria convocata per il prossimo 4 febbraio il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena propone diverse modifiche allo statuto, tra cui l’innalzamento sia del tetto ai bonus sia della remunerazione agli azionisti
Banca Monte dei Paschi di Siena ha pubblicato nelle ultime ore la relazione illustrativa che spiega nel dettaglio le proposte di modifica statutaria che verranno sottoposte al vaglio dei soci all’inizio del prossimo mese. Il 2 gennaio infatti la banca ha diffuso il comunicato di convocazione unica dell’assemblea straordinaria fissata per il 4 febbraio a Siena. Ecco i punti principali.
Remunerazione degli azionisti e bonus ai manager
Una delle proposte più interessanti per chi detiene azioni di Mps è inerente alla riduzione delle riserve sugli utili, "formulata al fine di consentire coerentemente la distribuzione di una maggior quota degli utili di esercizio, quale dividendo a favore degli azionisti".
La decisione di eliminare la riserva statutaria, che imponeva di accantonare il 25% degli utili, viene motivata con "la rafforzata situazione finanziaria e patrimoniale" del Monte, "il consolidamento della qualità dei risultati e il miglioramento della profittabilità" ma anche con "l'attuale contesto di riferimento", dove i livelli di pay-out – ossia la quota degli utili che viene distribuita agli azionisti e che può variare di anno in anno - si sono alzati. "Si sono pertanto realizzati i presupposti per una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder e una solida remunerazione per gli azionisti" attraverso "una politica di dividendi sostenibile nel tempo", in relazione alla quale Siena si è già impegnata a destinare alle cedole "fino al 100%" dell'utile netto.
Il cda fa inoltre riferimento ad "un allineamento del testo" dello statuto che tenga in considerazione il "nuovo profilo di gruppo" e la "posizione di Mps nel contesto bancario a seguito del successo dell'offerta" su Mediobanca. Per questo si assegna all'assemblea la facoltà di deliberare l'innalzamento del tetto alla parte variabile della remunerazione "del personale più rilevante".
Stop al limite dei tre mandati
Un’altra proposta-chiave è quella di eliminare il limite dei tre mandati per gli amministratori. Questa proposta, spiega il cda, trova conferma nel fatto che "gli altri primari istituti di credito italiani non prevedono nei propri statuti clausole di analogo contenuto". D'altro canto, rileva Mps, "aver ricoperto più mandati può costituire un utile elemento per la composizione qualitativa" del consiglio di amministrazione "grazie all'esperienza maturata e alle conoscenze acquisite" dai consiglieri 'anziani' mentre un mix tra questi ultimi e quelli di prima nomina assicura "un'adeguata idoneità collettiva e diversificazione" alla composizione del consiglio, bilanciando le esigenze di "continuità" e "rinnovamento". Infine, anche alla luce della normativa sull'idoneità degli amministratori, "appare preferibile focalizzare i criteri" di scelta dei candidati "sulle loro esperienze, competenze e professionalità" senza che il numero di mandati "risulti ostativo".
Il rinnovo del cda
Il cda di Mps "ritiene opportuno proporre l'introduzione nello Statuto della Banca della facoltà del Consiglio di Amministrazione di presentare una propria lista, in coerenza con lo statuto di altre primarie banche quotate italiane, quale elemento di maggiore flessibilità del meccanismo di elezione" del cda. La proposta viene formulata "in coerenza anche con le indicazioni fornite al riguardo" dalla Bce e tiene conto "anche delle variazioni alla compagine azionaria che hanno comportato il venir meno del controllo da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze".
La revisione statutaria prevede dunque che il cda di Mps possa presentare una propria lista di candidati, che andrà depositata con 40 giorni di anticipo rispetto alla data dell'assemblea, a differenza del termine meno stringente di 25 giorni chiesto per le liste dei soci, e andrà poi deliberata con la maggioranza dei due terzi dal cda.
Il futuro del risiko bancario
Dopo aprile si potranno riaprire i giochi del risiko bancario e si potrà forse delineare il futuro di Banco Bpm, sfuggito alle ambizioni di Unicredit, che potrebbe trovarsi di fronte a un bivio tra Credit Agricole e Mps. Occorrerà attendere il rinnovo dei board di Piazza Meda e Rocca Salimbeni, entrambi in scadenza in primavera e per i quali le prossime settimane saranno decisive. Sul fronte senese anzitutto, dopo il 4 febbraio, si aprirà il cantiere che potrebbe portare il consiglio di amministrazione al varo di una lista condivisa con i grandi soci Caltagirone e Delfin e nella quale dovrebbero trovare conferma il ceo Luigi Lovaglio e il presidente Nicola Maione.