Una volta conclusa la trattativa tra Flacks e i commissari, la proposta di accordo definitiva sarà sottoposta al governo che deciderà se procedere. L'obiettivo indicato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso è di concludere l'assegnazione delle acciaierie - se la trattativa avrà esito favorevole - entro il primo quadrimestre del 2026. Michael Flacks, fondatore e presidente di Flacks Group, il fondo di investimento americano ha scritto su Linkedin "Accordo con il governo italiano, garantiamo il futuro"
I commissari straordinari dell'ex Ilva hanno iniziato oggi la trattativa esclusiva con il gruppo Flacks per rilevare il gruppo siderurgico. Lo si apprende da fonti vicine al dossier, secondo le quali "inizia ora una fase di negoziato intenso unilaterale"a partire dalla proposta del fondo statunitense che potrà subire modifiche. In particolare, non è ancora stata definita la quota di partecipazione pubblica, che l'investitore propone del 40%. L'offerta di acquisto è del valore simbolico di un euro, ma sono previsti 5 miliardi di investimenti per il rilancio e in mantenimento dell'occupazione di oltre 8 mila lavoratori. Una volta conclusa la trattativa tra l'azienda e i commissari, la proposta di accordo definitiva sarà sottoposta al governo che deciderà se procedere. L'obiettivo indicato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso è di concludere l'assegnazione delle acciaierie - se la trattativa avrà esito favorevole - entro il primo quadrimestre del 2026.
Il messaggio di Michael Flacks
"Flacks Group ha raggiunto un accordo con il governo italiano per acquisire Ilva Steel, il più grande stabilimento siderurgico integrato d'Europa" ha annunciato su Linkedin Michael Flacks, fondatore e presidente di Flacks Group. Flacks interviene dopo il via libera dei comitati di sorveglianza delle due amministrazioni straordinarie alla trattativa in esclusiva con il fondo statunitense. "Questa acquisizione - scrive Flacks - garantisce il futuro a lungo termine di una piattaforma industriale storica, supporta 8.500 lavoratori qualificati e rafforza le catene di approvvigionamento europee fondamentali per l'automotive, l'edilizia e le infrastrutture. Stiamo impegnando fino a 5 miliardi di euro per modernizzare le operazioni, inclusa l'elettrificazione, per promuovere la decarbonizzazione, l'efficienza e la crescita sostenibile. Il governo italiano rimarrà un partner strategico con una quota del 40%, mentre Flacks Group detiene l'opzione di acquisire un ulteriore 40% in futuro riflettendo il nostro focus sulla partnership industriale a lungo termine". Per Flacks, "questa transazione riguarda prima le persone. Il nostro obiettivo è investire nel lungo termine, modernizzare in modo responsabile e garantire un futuro duraturo per questo storico stabilimento siderurgico".
Lo scenario
L'unica altra offerta pervenuta per l'intero perimetro degli impianti del siderurgico era quella del gruppo Bedrock. Uno scenario che allarma i sindacati. "Non lasceremo il destino di 20mila lavoratori nelle mani di un fondo di investimento. È fondamentale un ruolo centrale dello Stato", ha dichiarato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. Dalla Procura di Taranto è intanto arrivato un nuovo no alla richiesta di dissequestro dell'altoforno 1, fermo dallo scorso maggio dopo un incendio. Da allora l'acciaieria pugliese funziona con un solo altoforno, il 4, con capacità produttive ridotte. La preoccupazione dei sindacati è di conseguenza molto alta, anche perché appare slittato il riavvio dell'altoforno 2, atteso per il 31 dicembre. I dipendenti in cigs a Taranto sono attesi salire a 6.000 dal gennaio prossimo su circa 8 mila addetti totali. E un ordine del giorno, approvato alla Camera, prevede l'avvio di programmi di accompagnamento, formazione e riqualificazione professionale. Flacks ha costruito la sua fortuna, dopo aver abbandonato gli studi, rilevando e rilanciando aziende in difficoltà e ha raggiunto nel 2025 un patrimonio personale stimato in 1,68 miliardi di sterline (circa 1,93 miliardi di euro). "Non compro aziende redditizie. Ho comprato edifici fatiscenti e li ho trasformati in oro. È tutto ciò che ho sempre fatto", ha dichiarato immediatamente l'investitore in una recente intervista a Bloomberg, dove ha definito l'ex Ilva "unica nel suo genere". "Non si può arrivare e costruire un'acciaieria di queste dimensioni. E non è possibile importarne una dalla Cina", ha aggiunto l'imprenditore spiegando di non essere preoccupato dalla questione ambientale e di stimare in 5 miliardi di euro il costo complessivo del risanamento. "Vogliamo farla crescere", ha assicurato Flacks. La convocazione a Palazzo Chigi non è ancora stata annunciato. "Abbiamo appreso solo dai giornali che la trattativa in via preferenziale e in esclusiva dovrebbe essere avviata con Flacks Group, con anticipazioni su produzione e possibili assunzioni che non ci convincono", ha subito dichiarato il segretario generale della Fiom Cgil di Taranto, Francesco Brigati. "Non ci appassioniamo al nome del soggetto che inizierà la trattativa", ha dichiarato il segretario nazionale della Fim Cisl, Valerio D'Alò, chiedendo di ragionare di piani e non di nomi, di rilancio produttivo, di decarbonizzazione, di occupazione per tutti i lavoratori". Sul fronte Ilva, inoltre, sono intervenuti i deputati Alberto Pandolfo e Valentina Ghio, firmatari dell'ordine del giorno presentato durante l'esame della Manovra di bilancio. "La bocciatura del nostro odg alla Legge di Bilancio rappresenta un segnale grave e preoccupante. Avevamo chiesto al Governo di assumersi finalmente una responsabilità chiara, senza ulteriori rinvii, per salvaguardare la continuità produttiva dell'ex Ilva e il futuro degli stabilimenti e, soprattutto, dei lavoratori e delle lavoratrici, a partire da Genova Cornigliano. Ma il governo è rimasto sordo a queste richieste".