Reddito Cittadinanza, arriva "Mia": nodo occupabili

Economia
Simone Spina

Simone Spina

Il nuovo sussidio è ancora una bozza ma sono molte le novità. La "Misura di Inclusione Attiva"  riguarderà meno persone, gli importi in media saranno più bassi e sono ancora molti gli aspetti da definire. Tra questi, quello di chi è in grado di lavorare e percepisce il sostegno pubblico

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Il Signor Rossi è disoccupato, single, ha meno di 60 anni e non ha gravi problemi di salute. Rientra nella categoria di coloro che ipoteticamente sono in grado di lavorare e vedrà diminuire il sussidio che oggi prende dallo Stato da 500 a 375 euro al mese e per un periodo inferiore ad adesso.

Perimetro ridotto

E’ un esempio di come potrebbe cambiare il Reddito di Cittadinanza, nella nuova versione che il governo sta studiando e che potrebbe chiamarsi Mia, Misura per l’inclusione attiva. Uno strumento che rappresenta una stretta rispetto a quello in vigore.

Lo Stato spenderebbe 2-3 miliardi in meno

I requisiti economici, anche per i nuclei familiari con minori, anziani o disabili che continueranno a riceverlo, saranno più stringenti, gli importi in media più magri e finirà per ridursi la platea dei beneficiari (ora oltre un milione e mezzo di nuclei familiari). Una revisione che potrebbe far risparmiare 2-3 miliardi l’anno ma che risulterebbe ancora più generosa delle forme di sostegno che hanno preceduto il Reddito di Cittadinanza.

Quando l'offerta di lavoro è "congrua"

In attesa di conferme ufficiali dal governo restano moltissimi gli aspetti da definire. Fra questi, proprio quello degli occupabili, cioè chi può lavorare. Non è chiaro, nel concreto, chi rientrerà in questa categoria e cosa s’intenderà per offerta “congrua” di un posto, tassello fondamentale per capire se chi prende il sussidio potrà rifiutarsi di firmare un contratto. 

Centri per l'impiego da rivedere

Ci sarà una banca dati digitale per mettere in contatto imprese e occupabili, ma bisognerà impegnarsi più di adesso per far funzionare il meccanismo che finora, coi centri per l’impiego, è risultato inefficiente. Una stampella all’inserimento nel mercato del lavoro potrebbe arrivare dagli incentivi alle aziende (esonero dei contributi fino a due anni) che assumeranno chi prenderà il sostegno.

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