McDonald's, ex Ceo restituisce 105 milioni di dollari per scandalo sessuale

Economia

Gianluca Ales

Stephen James Easterbrook era stato licenziato dopo la scoperta di un “affair” con una dipendente. Sosteneva di aver avuto una relazione consensuale, ma le indagini hanno rivelato un’altra realtà

Era in cima al mondo. James Easterbrook, inglese di 54 anni, con tre figli, era divenuto, grazie a un duro lavoro, l’amministratore delegato di una delle più grandi imprese a livello globale, McDonald’s. Poi, però, è finito tutto in fretta, e ha dovuto raggiungere un’altra vetta, questa molto meno invidiabile. È infatti il protagonista della più alta restituzione della storia che un dipendente ha dovuto versare ad una azienda. La cifra è 105 milioni di dollari.

Un crollo improvviso

leggi anche

Quasi 9 milioni di donne molestate, oltre un milione al lavoro

A causare questo crollo precipitoso, una vicenda di scandali sessuali. La storia prende il via da una denuncia sporta da alcuni dipendenti nei confronti di Easterbrook, in cui si accusava il top manager di avere una relazione con una dipendente. A rivelarlo la stessa donna coinvolta nell’“affair”, che in buona fede avrebbe mostrato ad altri impiegati i messaggi che l’amministratore delegato le aveva inviato.

Secondo il codice etico della McDonald’s, si sarebbe trattato di un comportamento inappropriato. Anche se Easterbrook, che nel frattempo aveva divorziato, aveva replicato sostenendo che si trattava di una relazione consensuale.

Duro comunque il comunicato dell’azienda che aveva parlato di “non tollerare comportamenti che non siano in linea con i nostri valori”. 

Un’uscita ben retribuita, poi l’indagine interna

leggi anche

McDonald's: misurazione della crescita delle donne in ruoli apicali

E fin qui, la vicenda si potrebbe ricondurre a un eccesso di rigore puritano. Tanto più che la stessa azienda aveva concordato con l’ex Ceo un accordo di separazione “senza motivo” pari a 42 milioni di dollari e il versamento di 26 mensilità, equivalente a 670mila dollari. Insomma, una rottura traumatica, ma quantomeno ben retribuita.

Le indagini successive, però hanno rivelato ben altro.

Mentre era in carica, Easterbrook aveva intessuto molte altre relazioni con dipendenti, con scambio di messaggi espliciti, foto e video a contenuto sessuale. Avrebbe inviato dall’azienda email contenenti “decine di foto e video di nudi femminili”, probabilmente registrate durante momenti di intimità e cancellate dal suo account (ma non dal server aziendale). poco prima che si svolgesse la prima indagine. Peggio ancora, in un caso Easterbrook avrebbe venduto azioni di McDonald’s per centinaia di migliaia di dollari a una delle sue amanti il ​​giorno dopo una relazione sessuale tra i due, sempre secondo la ricostruzione dell’indagine interna dell’azienda.

Insomma, non solo una questione di etica, ma anche più brutalmente di portafoglio. Anche se la morale resta quella che, molto spesso, a far cadere gli uomini di potere non sono i concorrenti esterni o interni, ma i loro peggiori nemici: loro stessi.

Economia: I più letti