Recovery, Gentiloni: "Preoccupano possibili ritardi"

Economia

Simone Spina

Il Commissario europeo all’Economia confida però nelle capacità del governo nel rispettare gli impegni del Piano Nazionale di Ripresa. Bruxelles, intanto, migliora le stime di crescita dell’Italia e dell’intera Unione. Rischi dall’aumento dei contagi Covid e dal rialzo dei prezzi dell’energia

“La preoccupazione ovviamente c’è”. Paolo Gentiloni non nasconde che a Bruxelles ci sia il timore che l’Italia non rispetti i tempi d’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa. Ma il Commissario europeo all’Economia è convinto che “il governo sta agendo con grande determinazione, con un sostegno parlamentare notevole”.

Prevale l’ottimismo, dunque, per quella che l’ex premier definisce una sfida per realizzare le riforme e gli investimenti promessi alle autorità comunitarie, che hanno assegnato al nostro Paese la fetta più grande del Recovery Fund, gli aiuti anti-crisi.

Grazie anche a questi denari, si prevede che la crescita in Italia sarà robusta e Gentiloni si augura che si riescano a mantenere livelli che non avevamo da anni ma che – ricorda - sono anche il frutto di un crollo che non avevamo mai visto dopo la Seconda guerra mondiale.  

La Commissione europea ha innalzato le sue previsioni. Si stima che l’Italia viaggerà quest’anno a un ritmo superiore alla media dell’Eurozona, con il prodotto interno lordo al 6,2 per cento (più di quanto atteso dal nostro governo). Negli anni successivi dovrebbe esserci un rallentamento (Pil +4,3% nel 2022 e +2,3% nel 2023), in linea col resto del Continente.


Il ritorno ai livelli precedenti alla crisi arriverà entro la metà dell’anno venturo. Lo scenario positivo per il nostro Paese riguarda anche il debito (che tuttavia resterà a quote altissime) e il mercato del lavoro, con la disoccupazione in lieve discesa (al 9,8% quest’anno e al 9,2% nel 2023), ma sempre tra le maggiori d’Europa.

La ripresa economica riguarda tutt’Europa. Una marcia a un ritmo migliore di quanto si potesse immaginare qualche mese fa, ma ci sono “venti contrari” che potrebbero frenare la corsa. E' l’emergenza sanitaria, con la risalita dei contagi, insieme al rialzo dei prezzi dell'energia, e quindi all’inflazione, a impensierire Bruxelles, che annovera tra i rischi anche i colli di bottiglia negli approvvigionamenti dovuti alle forti richieste dell’industria. 

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