Petrolio da record: "Segno che l'economia sta crescendo", dice UBP

Economia

Il prezzo del petrolio sale a 80 dollari al barile. Luca Trabattoni, Country Head Italia UBP, spiega a Sky Tg24 Business il significato di questo record. IL VIDEO

Mai così in alto dal 2014. Nella seduta di venerdì, il prezzo del Wti ("West Texas Intermediate", il greggio estratto dal Texas occidentale, usato come riferimento dagli investitori) ha superato quota 80 dollari al barile, raggiungendo il Brent. E con i prezzi del gas che hanno raggiunto i massimi in Europa (livelli "senza precedenti dall'anno della liberalizzazione", secondo alcuni analisti), cresce il timore per l'inflazione e per un inverno che si preannuncia più freddo del solito. 

 

Uno scenario che, almeno nel breve periodo, non dovrebbe però preoccupare. Almeno secondo Luca Trabattoni, Country Head Italia di UBP, secondo cui il rialzo dei prezzi "è un fenomeno a cui ci stiamo preparando. La ripresa è il lato interessante: avere un prezzo del petrolio che cresce perché l'economia sta crescendo a causa delle imprese che sono ripartite nella produzione e dei consumatori che stanno spendendo è nelle regole del gioco".

Petrolio Massimi

Uno scenario prevedibile, dunque. "Se le aziende che producono petrolio - continua Trabattoni - hanno ridotto le loro produzioni o hanno chiuso degli impianti, per stare al passo con la domanda hanno bisogno di tempo. E tutto questo si scarica sull'aumento del prezzo".

 

Nella puntata di Sky TG24 Business dell'11 ottobre (rivedila qui), spazio anche al ruolo della tassazione nella ripresa economica, con Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza.

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