Ocse: Pil 2021 a +5,9%, mantenere il reddito di cittadinanza e non rinnovare Quota 100

Economia

Lorenzo Borga

©Getty

Tra vaccinazioni e rimbalzo economico, anche l’Ocse scommette sull’ottimismo per il prossimo futuro economico del nostro paese. Che però sarà tra gli ultimi a recuperare i livelli pre-Covid

Nell’economic survery dedicato all’Italia, la crescita del Pil è prevista al +5,9 per cento per quest’anno, dopo il calo di circa il 9 del 2020. Una stima in forte crescita rispetto all’ultima previsione dello scorso maggio, quando l’Ocse aveva stimato una variazione positiva del 4,5 per cento. La stima supera quella della Commissione Europea (5%) ed è in linea con quanto detto dal ministro dell’economia Daniele Franco al Forum Ambrosetti di Cernobbio.

Pil Ocse

L’istituto di Parigi vede rosa, almeno in parte, anche sull’utilizzo dei fondi del Recovery Fund (LO SPECIALE DI SKY TG24), definiti un’opportunità unica di transizione: secondo i ricercatori dell’Ocse le probabilità di attuare con successo le riforme strutturali e i progetti di investimenti sono ora maggiori che in passato, come ha affermato Laurence Boone (capo economista Ocse) ospite a Sky TG24 Economia.

L’ottimismo dell’Ocse però si ferma qua. Come noto, il nostro paese sarà uno degli ultimi a recuperare i livelli pre-crisi, all’inizio dell’anno prossimo. L’agenda legislativa che attende il Parlamento per la realizzazione delle riforme sarà impegnativa. E poi l’Italia è contraddistinta da un tasso di investimento tra i più bassi dell’area Ocse e da una crescita stagnante della produttività soprattutto per via delle limitazioni alla concorrenza nel settore dei servizi.

pil

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico non manca anche di presentare la sua ricetta su alcuni nodi della politica economica futura del nostro paese. Conferma la sua raccomandazione a mantenere il reddito di cittadinanza, che alcuni partiti vorrebbe invece abolire, rafforzando però i servizi di assistenza sociale, quelli per l’impiego e ragionando su una riduzione dell'importo per evitare di scoraggiare la ricerca di lavoro. Mentre gli economisti di Parigi ci consigliano di lasciar scadere Quota 100 e Opzione Donna a fine anno, per convogliare le risorse pubbliche sulla creazione di posti di lavoro per i giovani, cioè la generazione più svantaggiata.

spesa pubblica

Mentre sul fisco la ricetta dell’Ocse è nota da tempo: ridurre il cuneo fiscale aumentando le tasse su consumi e su soprattutto immobili e successioni, che godono di un regime agevolato in Italia rispetto ad altri paesi. Consigli la cui accoglienza in Italia non è per nulla scontata, anzi. Ma che governo e Parlamento dovranno affrontare nello spazio di pochi mesi, scontentando di certo qualcuno.

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