Recovery Plan Italia, 20 miliardi per la Salute

Economia

Simone Spina

L’obiettivo della Sesta Missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è quello di migliorare l'assistenza territoriale, le cure domiciliari e ammodernare gli ospedali

Una rete capillare e moderna per la prevenzione e le cure. E’ questo il principale obiettivo della sesta missione del Recovery Plan italiano, quella dedicata alla Salute. Tra fondi europei e nazionali a questo capitolo sono destinati 20,22 miliardi, circa l’8 per cento del totale degli stanziamenti.

In Parlamento Mario Draghi ha sottolineato come la pandemia abbia messo in risalto l’importanza del sistema sanitario pubblico e la sua rilevanza economica. Sulle cifre però non sono mancate le polemiche, visto che alla sanità è toccata la quota più bassa dell’intero Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

I soldi da spendere nei prossimi anni sono ripartiti in due grandi filoni. Il primo, intitolato “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale”, vale 9 miliardi. E’ la voce che tocca più da vicino gli italiani perché riguarda il potenziamento dell’assistenza e le cure domiciliari.

Il fulcro è rappresentato dalle Case delle Comunità: entro la metà del 2026 se ne vogliono avviare 1.288. In queste strutture saranno coordinati tutti i servizi sanitari, con medici di vario tipo (dai pediatri agli specialisti) e funzioni anche di consultorio per famiglie, donne e bambini. Avranno il compito di alleviare la pressione sugli ospedali e i pronto soccorso.

Saranno poi potenziate le cure in casa: entro cinque anni l’assistenza domiciliare dovrebbe raggiungere il 10 per cento dei pazienti anziani, uno standard finora centrato solo in quattro regioni. 

Per ammodernare gli ospedali, a partire dagli edifici, e per comprare apparecchiature mediche, ci sono 11,22 miliardi: è la voce intitolata “Innovazione, ricerca, digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale”.

Questi denari saranno impiegati per l’innovazione, l’acquisto di sistemi digitali e la ricerca.  Su questo fronte, il Recovery Plan cita il completamento del Fascicolo Sanitario Elettronico, con dentro tutti i dati e i documenti di un paziente, in modo da poter fornire prestazioni più accurate e accorciare i tempi di attesa.

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