Coronavirus, Ocse: "Minaccia senza precedenti". Stime 2020: Italia a crescita zero

Economia

Il coronavirus impatta sull’economia: secondo l'Interim Economic Outlook, il nostro Pil scenderà allo 0% nel 2020. Per l'Ocse l'intera economia mondiale è attualmente "a rischio”. L’Istat rileva per l’anno appena finito un Pil con la crescita più bassa dal 2014

Il coronavirus impatta sull’economia mondiale e su quella italiana (AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE). Secondo l’Ocse, il coronavirus è "il più grande pericolo" dai tempi della crisi finanziaria ed espone l'economia mondiale "ad una minaccia senza precedenti". È un’Italia a crescita zero quella che dobbiamo aspettarci nel 2020. Secondo l'Interim Economic Outlook, che tiene conto dell'impatto legato al virus, il nostro Pil scenderà dallo 0,2% del 2019 allo 0% nel 2020, una stima tagliata di 0,4 punti rispetto alla precedente stima di novembre. L'organismo internazionale con sede a Parigi prevede invece uno 0,5% per il 2021, invariato rispetto a novembre. Per l'Ocse, non solo l'Italia, ma l'intera economia mondiale è attualmente "a rischio". Il documento Ocse propone due scenari: uno più favorevole, in cui l'impatto dell'epidemia viene globalmente limitato, e un secondo scenario, il cosiddetto "effetto domino", con un contagio più generale. In entrambi i casi, l'Ocse si appella ai poteri pubblici affinché "agiscano immediatamente per limitare la propagazione del virus" (LA MAPPA  - LE FAQ DEL MINISTERO).

Ocse: rischio coronavirus, taglia crescita Pil globale al 2,4%

La crescita del Pil globale dovrebbe rallentare ulteriormente, al 2,4% nel 2020, contro il 2,9% del 2019, secondo quanto scrive l'Ocse nel giorno della presentazione a Parigi dell'Interim Economic Outlook, che tiene conto del potenziale impatto del virus sull'attività economica. La previsione viene tagliata di 0,5 punti rispetto alle precedenti previsioni di novembre. A cominciare dalla Cina, ormai stimata sotto la soglia del 5% (4,9%) di Pil nel 2020, prima di una prevista risalita oltre il 6% nel 2021.

Istat: nel 2019 Pil frena a +0,3%, minimo dal 2014

I numeri dell'Ocse sono in parte confermati anche dall’Istat, secondo cui nel 2019 in volume il Pil italiano è aumentato dello 0,3%, la crescita più bassa dal 2014 quando si era avuto un Pil stazionario. L’Istituto parla di un "marcato rallentamento" rispetto alla crescita dello 0,8% del 2018. Il dato del 2019 è comunque al di sopra del +0,2% della stima preliminare dell'Istat, e del +0,1% previsto dal Governo (LE COSE DA SAPERE SUL CORONAVIRUS - I PAESI IN CUI SI SONO REGISTRATI CONTAGI).

Istat: deficit 2019 scende all'1,6% dal 2,2%

Secondo l’Istat, il rapporto deficit/Pil del 2019 è risultato pari all'1,6%, in netto calo rispetto al 2,2% del 2018, e molto inferiore rispetto al 2,2% previsto dalla Nota di aggiornamento al Def. Il miglioramento, pari a circa 9,5 miliardi di euro, porta il deficit/Pil al livello più basso dal 2007, quando era stato dell’1,3%. Il rapporto fra debito pubblico e Pil nel 2019 è rimasto stabile al 134,8%, permanendo sui massimi storici segnati nel 2018 e 2016. Il governo, nella Nota di aggiornamento al Def, aveva previsto un livello pari al 135,7%.

Pressione fiscale salita al 42,4% nel 2019

La pressione fiscale nel 2019, secondo i dati Istat, è salita al 42,4% dal 41,9% del 2019. Il dato del 2019 è il più alto dal 42,9% del 2015. Inoltre nel 2019 il saldo primario della pubblica amministrazione, ossia la differenza fra entrate e uscite prima del pagamento degli interessi, ha registrato un avanzo pari all'1,7% del Pil. Il dato è il migliore dal 2013 quando era stato del 2%. Nel 2018 l'avanzo primario era stato pari a 1,5%.

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