Furbetti del reddito di cittadinanza, stretta della Gdf: controlli su nero e "fuori busta"

Economia

La strategia delle Fiamme gialle per individuare chi percepisce indebitamente il beneficio in una circolare del Comando generale. Sarà preso in esame un ampio ventaglio di casi nel vasto mondo dell'economia sommersa e illecita

Stretta della Guardia di finanza contro i furbetti del reddito di cittadinanza. La strategia delle Fiamme gialle, messa a punto dal Comando generale in una circolare operativa ai reparti, punta a individuare chi ha provato ad approfittare indebitamente del beneficio, nel caos dell'economia invisibile e illecita (COS'È IL REDDITO - I REQUISITI).

La lente del fisco su nero, "fuori busta" e affitti

La casistica presa in esame dalla circolare è molto vasta, come riporta il Sole 24 ore che ne ha anticipato i contenuti. Si parte dalla Dichiarazione sostitutiva unica e dagli Isee, documenti che potrebbe celare delle irregolarità, per mettere sotto i riflettori lavoratori in nero o pagati con somme “fuori busta”, venditori abusivi, ma anche chi affitta le case in evasione d'imposta, fino ad arrivare a chi ha ottenuto il reddito di cittadinanza ma non rinuncia a giocare cifre importanti, di cui non sia nota la fonte, magari anche in punti clandestini di raccolta scommesse. E ancora, dai migranti che trasferiscono nel Paese di origine somme non compatibili con i redditi dichiarati a chi viene trovato con auto incompatibili con la misura di sostegno. Tra i casi, anche le conseguenze cui si espongono coloro che forniscono informazioni anagrafiche false, simulando la più conveniente 'composizione' del nucleo familiare, per massimizzare, indebitamente, un vantaggio altrimenti non spettante.

Le attività messe in campo dalla Gdf

Per il contrasto a chi percepisce indebitamente il reddito di cittadinanza, spiega il Comando generale, sono stati utilizzati tutti gli elementi raccolti nel corso degli interventi svolti nelle attività di contrasto al sommerso da lavoro o d'azienda, di controllo delle merci e delle persone, nelle attività permanenti di contrasto ai traffici illeciti, alla contraffazione e all'abusivismo commerciale organizzato. Lo scopo, aggiunge la Gdf, è "tutelare la fiducia che i cittadini onesti devono poter nutrire nella corretta destinazione delle ingenti risorse che il Paese, non senza sacrifici, destina agli aiuti economici e ai servizi sociali riservati a chi si trovi in una reale condizione economica e sociale di svantaggio".

Già 23mila controlli sulle prestazioni sociali nei primi 6 mesi del 2019

La Guardia di finanza ricorda di aver svolto nei primi sei mesi del 2019, in materia di prestazioni sociali agevolate e ticket sanitari, 23.259 interventi. Di questi, 12.426, pari al 53% del totale, si sono rivelati irregolari, per un ammontare complessivo della frode accertata pari a circa 8,6 milioni di euro, con un totale di 11.779 persone segnalate, a vario titolo, alle autorità competenti.

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