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Decreto crescita 2019, grandi aziende: ipotesi scivolo per pensione 7 anni prima

2' di lettura

Nel pacchetto di 14 emendamenti presentato ieri, il “contratto espansivo” permetterebbe di usufruire del pensionamento accettando un assegno più basso. Domani il provvedimento è atteso in Aula alla Camera

Le tensioni nella maggioranza non fermano l’esame del Decreto crescita, il provvedimento che mira al rilancio delle imprese e degli investimenti, nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Nel pacchetto di 14 emendamenti presentato ieri, è presente il “contratto espansivo”, una proposta presentata da Lega e Movimento 5 Stelle, che permetterebbe di andare in pensione fino a 7 anni prima anni a carico delle aziende. Il provvedimento è atteso in Aula alla Camera domani dalle 18 ma non si esclude che ci possa essere uno slittamento. Il testo è in prima lettura a Montecitorio e scade a fine giugno.

Finanziamento pubblico di 70 milioni di euro

Un dipendente di una grande azienda privata, giunto alla soglia dei 60 anni, potrebbe quindi usufruire del contratto di espansione accettando un assegno un po’ più basso di quello che percepirà con la pensione vera e propria. È necessario inoltre che l'impresa abbia più di mille impiegati e che si impegni, nel momento in cui sottoscrive con sindacati e Ministero del Lavoro l'accordo per gli scivoli, ad assumere nuovo personale e a fare investimenti per rinnovarsi. La misura, in via sperimentale per il biennio 2019-2020, prevedrebbe un finanziamento pubblico di 70 milioni di euro. Il resto, probabilmente la fetta più grossa, sarà a carico delle aziende.

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