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Tria: "Nel Def confermato l'aumento dell'Iva, in attesa di misure alternative"

3' di lettura

Il ministro in audizione davanti alle commissioni Bilancio parla di dati sul Pil incoraggianti che “lasciano presuppore un 2019 equilibrato”. Tria definisce poi “coerente” la revisione al ribasso delle stime di crescita: “Il governo non ha peccato di ottimismo”

I dati dei primi due mesi dell'anno sono "incoraggianti, la produzione ha invertito il trend negativo" e questi elementi "lasciano ritenere che la previsione per il 2019 sia equilibrata". A dirlo è il ministro dell'Economia Giovanni Tria, in audizione sul Documento di economia e finanza (COS’È) davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. In merito ai contenuti del Def, inoltre, il ministro sottolinea che "la legislazione vigente in materia fiscale è confermata (inclusi gli incrementi dell'Iva e delle accise dal 2020-2021) in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative". Ma il vicepremier Luigi Di Maio assicura: "Con questo governo non ci sarà nessun aumento dell'Iva". Infine, Tria ribadisce che “la legge di bilancio del prossimo anno continuerà il processo di riforma della flat tax e di generare semplificazione nel sistema per alleviare il carico fiscale nei confronti del ceto medio". Sull'argomento è intervenuto anche Matteo Salvini: secondo il leader della Lega, nella risoluzione parlamentare sul Def "ci saranno certamente passaggi più dettagliati su tasse e burocrazia". Poi aggiunge: "Con la flat tax si parte. Le idee ce le abbiamo già chiare. Il ministro dell'Economia da sempre deve avere nella prudenza la sua dote migliore, noi stimoleremo un po' di coraggio".

Confermati i pilasti del governo: inclusione e crescita

Secondo quanto riferito da Tria, il Def "conferma i pilastri dell'azione governativa: rafforzare l'inclusione e ridurre il gap di crescita" con gli altri Paesi europei "e il rapporto debito-Pil”. Il ministro sottolinea poi, ancora una volta, come "la strategia che si intende perseguire" vede "il rilancio degli investimenti pubblici come fattore fondamentale", insieme al sostegno alle imprese per l'innovazione tecnologica. Tria cita flat tax per i professionisti, reddito di cittadinanza e quota 100 come elementi che “contribuiscono a sostenere i consumi delle famiglie e il Pil già nel 2019”. Secondo il titolare del Tesoro, inoltre, perché l'Italia riduca il gap di crescita con i partner europei "è anche necessario un cambiamento del modello di crescita europeo verso una promozione della domanda interna, senza pregiudicare la competitività".

Tria: “Il governo non ha peccato di ottimismo”

Eppure, la revisione al ribasso delle stime di crescita c’è stata, ma Tria la definisce "pienamente coerente con l'evoluzione della situazione economica generale": "A dicembre era all'1% al di sotto dell'1,2% della Ue". Questo, secondo il ministro, "consente di sottolineare che il governo non ha affatto peccato di ottimismo" e che "le revisioni si sono rese progressivamente necessarie scontando l'andamento della seconda metà del 2018, inferiore ad attese che avevamo chiaramente indicato come rischi di previsione".

Il nodo spread

Per l'andamento dello spread "saranno importanti i piani del governo e l'incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio", aggiunge Tria, sottolineando che il Def non tiene conto dei potenziali benefici di uno spread più basso, e che "i rendimenti italiani sono ancora troppo alti alla luce dei fondamentali della nostra economia, nonostante il miglioramento dopo l'intesa con l'Unione europea sulla legge di bilancio".

Data ultima modifica 17 aprile 2019 ore 16:15

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