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Bce, tassi fermi per tutto il 2019. Da settembre nuovi prestiti alle banche

3' di lettura

La Banca centrale europea lascia invariate le condizioni monetarie e annuncia nuovi finanziamenti a lungo termine per gli istituti di credito fino a marzo 2021. Il presidente Draghi spiega: "La crescita dà segni di forte rallentamento"

La Bce lascerà invariati i tassi d'interesse fino alla fine del 2019 e lancerà una nuova serie di operazioni di rifinanziamento delle banche. Sono queste le decisioni di politica monetaria comunicate oggi dalla Banca centrale europea dopo la riunione del Consiglio direttivo. Il tasso principale rimarrà quindi allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. Il terzo round delle Tltro - questo in gergo tecnico il nome della serie di operazioni trimestrali mirate al rifinanziamento delle banche a più lungo termine - sarà lanciata a partire da settembre 2019 per terminare nel marzo 2021. Ciascuna avrà una scadenza di due anni. Queste nuove operazioni contribuiranno a preservare le favorevoli condizioni di prestito bancario e la regolare trasmissione della politica monetaria, spiega Francoforte.

Draghi: “La crescita dà segni di forte rallentamento”

Le nuove misure annunciate oggi dalla Bce sono state prese dopo un'ampia valutazione del quadro macroeconomico, e "nell'obiettivo della stabilità dei prezzi". Così il presidente Mario Draghi, durante una conferenza stampa, spiega le decisioni di politica monetaria della Banca centrale europea. La crescita economica dell'Eurozona ha mostrato segni di "sensibile rallentamento" con "prospettive più deboli del previsto" nel breve termine, ha poi aggiunto Draghi. Secondo il presidente della Bce comunque "le probabilità di una recessione sono molto basse".

Tagliate le stime su Pil e inflazione nell’Eurozona

La Bce ha comunicato inoltre le nuove stime sul Pil e sull’inflazione. La Banca centrale ha nuovamente rivisto al ribasso le stime di crescita per l'Eurozona, portando il Pil 2019 a +1,1% da +1,7% stimato a dicembre, che era già stata limato dal +1,8% precedente. Limata a +1,6% da +1,7% la stima per il 2020, mentre il 2021 la Bce conferma una crescita dell'1,5%. Tagliate anche le stime sull'inflazione dell'Eurozona per il 2019 all'1,2% dall'1,6% atteso in precedenza. Riviste al ribasso anche le previsioni per il 2020 a 1,5% (da 1,7% precedente) e per il 2021 a 1,6% (da 1,8%).

Draghi: “Rischi scenario al ribasso da fattori esterni”

Draghi ha spiegato che i rischi per le prospettive economiche dell'Eurozona "restano orientati al ribasso" nonostante le misure prese dalla Bce, a causa di una serie di fattori esterni che vanno dal protezionismo, alle incertezze intorno a Brexit, a "ciò che sta accadendo in Cina fino all'effetto sempre più debole dello stimolo fiscale negli Usa".

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