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Alitalia, ok di Fs ad offerta. Lufthansa: no a ingresso con Stato

3' di lettura

"Partnership ancora possibile", dice la società tedesca. Ma precisa: no all'intervento dello Stato attraverso Ferrovie. Da Fs invece via libera del Consiglio di amministrazione. Guzzetti: Cdp non deve mettere un euro

Lufthansa non chiude a una partnership con Alitalia, ma dice no a un ingresso con Ferrovie dello Stato. Di fatto, quindi, sembra tirarsi indietro nella corsa per rilevare la compagnia. “Una partnership con Alitalia è ancora possibile”, ma la società tedesca “non ha in programma di investire nella compagnia insieme al governo” italiano, riferisce Bloomberg citando fonti interne a Lufthansa. La collaborazione con la compagnia tedesca sembra quindi ancora più lontana dopo il via libera del Consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato, riunitosi oggi sotto la presidenza di Gianluigi Vittorio Castelli, a presentare l'offerta per l'acquisto dei rami d'azienda di Alitalia. Lo si legge in una nota di Fs. Intanto si apprende che Leonardo, l'ex Finmeccanica - secondo quanto riferiscono fonti vicine all'azienda - non ha e non prevede di avere alcun ruolo sul dossier Alitalia.

Guzzetti: in Alitalia la Cdp non deve mettere un euro

Sulla questione Alitalia è intervenuto anche il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti. “L'ho detto e lo ripeto, è diventato un ritornello e sul punto siamo rigidissimi: in Alitalia la Cdp non deve mettere un euro per nessuna ragione”, ha detto. “Siccome sono votazioni con maggioranze qualificate – ha aggiunto – il sistema delle fondazioni mi ha già dato mandato di dire che noi non voteremo investimenti in Alitalia”. In Cdp (Cos’è la Cassa depositi e prestiti) le fondazioni possiedono il 15,9% del capitale.

Molti nodi e poco tempo per scioglierli

Salvo sorprese, quella delle Fs dovrebbe essere l'unica ad arrivare sul tavolo dei commissari. Un’offerta che, comunque, permetterebbe al governo di rispettare la promessa del ritorno dello Stato nella compagnia. Il progetto del ministro Luigi Di Maio è una newco con almeno 2 miliardi di risorse, con Fs, il Mef e un partner internazionale. Restano, però, molti nodi e poco tempo per scioglierli: entro il 15 dicembre, intanto, va restituito il prestito ponte.

Si cerca un partner internazionale

Uno dei tasselli più importanti è, appunto, l'individuazione del partner internazionale. Di Maio ha assicurato che i soggetti interessati sono tanti. Si starebbe lavorando molto con Delta, EasyJet sarebbe interessata e poi si parlava di Lufthansa, che oggi invece sembra sfilarsi.

I sindacati chiedono chiarezza

Altro nodo da sciogliere è quello che riguarda gli esuberi. Il vicepremier Di Maio ha garantito che non ci saranno, ma i sindacati chiedono più chiarezza e ricordano al ministero dello Sviluppo la promessa di una convocazione.

Data ultima modifica 30 ottobre 2018 ore 20:21

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