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Legge bilancio, Juncker: rigidi con Italia. Tria: manovra di crescita

Economia
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria (Ansa)

Il ministro dell'Economia torna in Italia per la chiusura della nota di aggiornamento al Def e replica al presidente della Commissione Ue: "Se non riusciamo a crescere, cambieremo manovra". Borsa in calo. Il leader M5s: "Reddito cittadinanza a residenti da 10 anni"

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Primo test europeo per la politica economica dell’esecutivo del premier Conte. Quattro giorni dopo l'approvazione della nota di aggiornamento al Def che ha fissato il deficit al 2,4% per tre anni, si è tenuto il primo faccia a faccia tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e i partner Ue, con la riunione dell’Eurogruppo. Il ministro rientra già in serata a Roma per chiudere il lavoro sulla nota di aggiornamento al Def.  Sulla questione del deficit dell'Italia è intervenuto il presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker: "L'Italia si sta allontanando dagli obiettivi di bilancio concordati a livello europeo. Se l'Italia vuole un trattamento speciale sarebbe la fine dell'euro. Per questo dobbiamo essere molto rigidi". In partenza dal Lussemburgo, Tria ha replicato: il deficit/Pil del 2,4% "non rientra nelle norme europee ma è un numero che fa parte della dinamica europea, è accaduto a molti Paesi. Pochissimi Paesi sono in regola con norme Ue - ha spiegato -. Non significa che non bisogna rispettare le regole europee, ma ci sono delle situazioni economiche in cui bisogna fare delle valutazioni", ha detto il ministro. Tria ha poi continuato: "Il problema è la qualità della manovra, e questa manovra è di crescita, se vinciamo la scommessa della crescita tutto va bene, sennò cambieremo manovra come sempre bisogna fare". Tria conclude: "Noi puntiamo a colmare il gap con la Ue entro due anni".

Presidente Eurogruppo: "Bilancio italiano deve essere credibile e sostenibile"

"Cercherò di spiegare quello che sta accadendo e come è formulata la manovra", ha spiegato Tria oggi al suo arrivo in Lussemburgo. Il ministro ha invitato i partner europei a stare "tranquilli" e ha rassicurato sul fatto che "il debito/pil scenderà" nel 2019.  Il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno al termine della riunione ha spiegato: "La situazione dell'Italia non era sull'agenda", ma i numeri del bilancio presentati dal governo "hanno sollevato preoccupazioni che devono essere affrontate subito. Il ministro Tria ha dato delle spiegazioni, abbiamo avuto un buono scambio. Sta al governo dimostrare di avere un bilancio credibile e sostenibile".

Male le Borse. Botta e risposta Di Maio-Moscovici

Piazza Affari, dopo il tonfo di venerdì scorso, ha avuto una giornata altalenante: nel pomeriggio Piazza Affari ha chiuso in negativo e lo spread tra Btp e Bund ha superato i 280 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,27%. Il vicepremier Luigi Di Maio ha commentato: c’è "qualche istituzione europea che, con le sue dichiarazioni, gioca a fare terrorismo sui mercati. Ma non c'è nessun motivo per mettere in discussione il 2,4%" del rapporto deficit-pil. Ieri invece ha accusato le opposizioni di fare terrorismo "coi loro giornali" per far alzare lo spread. Il commissario Ue per gli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, replica a Di Maio: l'accusa di "terrorizzare i mercati non ha senso", afferma. "Il mio ruolo come commissario è fare in modo che le regole siano rispettate da tutti",  spiega Moscovici, che conclude: "Quello che può creare turbolenze non sono le mie parole, ma quello a cui reagisco".

Ue dubbiosa

Le parole di Di Maio si riferiscono anche alle stoccate sull'Italia arrivate in giornata: il ministro dell'economia francese Bruno Le Maire ha detto che "ci sono regole e sono uguali per tutti". Critico anche il vicepresidente della Commissione Ue Dombrovskis: "Aspettiamo la bozza di legge di stabilità ma a una prima vista i piani di bilancio italiani non sembrano compatibili con le regole del Patto". Al vertice europeo di due giorni che si tiene in Lussemburgo è presente anche Moscovici, che entrando all'Eurogruppo ha detto: "Per il momento quello che so è che il deficit del 2,4%, non solo per l'anno prossimo ma per tre anni, rappresenta una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni presi" dall'Italia.

Conte difende la manovra

La bozza di bilancio italiana è attesa a Bruxelles entro il 15 ottobre. In giornata sono arrivati anche i dati Istat previsionali su occupati e disoccupati ad agosto e quelli sull'immatricolazione auto di settembre. Domani invece sarà la volta di una cabina di regia a Palazzo Chigi sul piano d'investimenti pubblici del governo. Intanto il premier Conte è tornato a difendere la legge di bilancio, definendo la manovra "seria e coraggiosa, guarda alla crescita nella stabilità dei conti pubblici", ha scritto su Facebook. "Una manovra che vuole offrire una risposta alla povertà dilagante, ai pensionati, alle famiglie, ai risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie, che non taglia un euro al sociale né alla sanità. Una manovra che inizia ad abbassare le tasse e che scommette sul più grande piano di investimenti della storia repubblicana. Una manovra che segna la svolta per il rilancio del Paese e lo sviluppo sociale". 

Salvini: "I soldi ci sono, basta farli girare"

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha invece parlato delle coperture finanziarie della manovra: "I soldi ci sono, basta farli girare. Se la gente lavora, investe, spende, la gente compra e paga le tasse; lo Stato incassa di più e il debito diminuisce", ha dichiarato, mentre si trova in visita a Genova. "Puntiamo sulla crescita, sulla speranza e sul futuro, penso che nessuno debba aver paura di un'Italia che torna a correre", ha aggiunto rispondendo a una domanda su una possibile bocciatura preventiva dell'Ue della manovra finanziaria. "È una manovra che senza far miracoli aiuta il lavoro e aiuta gli italiani che vogliono andare in pensione per lasciare liberi i posti di lavoro, aiuta chi ha partita Iva e gli artigiani a pagare meno tasse e chi ha perso il lavoro".

Di Maio: reddito cittadinanza a residenti da 10 anni 

Su uno dei punti chiave della manovra, il reddito di cittadinanza, è tornato a parlare il ministro del Lavoro Di Maio, che ha precisato che la misura andrà ai "residenti da almeno 10 anni in Italia e sarà messo su carta elettronica. L'ideale sarebbe usare quello che già abbiamo, la tessera sanitaria con il chip". La scelta della carta elettronica, ha spiegato, è "perché questi soldi si devono spendere presso gli esercizi commerciali italiani per far crescere l'economia e limitare al massimi le spese fuori dall'Italia". Cosi, ha aggiunto, "avremo un gettito Iva e Pil superiore alle aspettative perché inonderemo le piccole prese e i commercianti".