La disoccupazione in Italia negli ultimi dieci anni: i dati dal 2008

Foto d'archivio (Ansa)
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Il tasso di disoccupazione è salito dal 6,7% del 2008 al 12,7% nel 2014, per poi assestarsi all’11,2% nel 2017. Dopo la crisi, la ripresa occupazionale è iniziata nel 2015. Per quando riguarda la disoccupazione giovanile, se nel 2008 era pari al 21,2%, è ora al 31%

Secondo gli ultimi dati Istat, il tasso di disoccupazione ad agosto 2018 in Italia si è attestato al 9,7%: un dato incoraggiante, visto che non scendeva sotto il 10% dal gennaio 2012. Restano comunque lontani i livelli pre-crisi: nel 2008 il tasso si fermava al 6,7%. Poi la recessione economica, la chiusura di molte aziende e una lenta ripresa, al di sotto della media europea. A pagare sono stati soprattutto i giovani, con un tasso di disoccupazione che ha avuto un picco del 46,2% nel primo trimestre del 2014. Un anno che è stato complessivamente il più negativo, con la disoccupazione generale che ha toccato la punta del 12,7%. Da allora la situazione è via via migliorata, anche se, a confronto con i partner dell’Eurozona, l'Italia resta indietro. Siamo quelli con il terzo tasso di disoccupazione più alto: peggio di noi fanno solo Grecia e Spagna.

Come si misura il tasso di disoccupazione

Per tasso di disoccupazione si intende il rapporto tra il numero di coloro che cercano lavoro e il totale della forza lavoro (la somma tra gli occupati e le persone in cerca di lavoro). Si misura sulla popolazione di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Una persona è considerata "in cerca di occupazione" se rispetta due criteri: ha effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nelle ultime quattro settimane ed è disponibile a lavorare nelle due settimane successive. Se questi due criteri non sono soddisfatti la persona è considerata "inattiva". La disoccupazione giovanile si misura invece tra i 15 e i 24 anni. I giovani inattivi sono definiti Neet, non impegnati né nello studio, né nel lavoro, né nella formazione.

Il picco nel 2014

Secondo i dati della Banca di Italia, diffusi da Statista, il tasso di disoccupazione in Italia è salito dal 6,7% del 2008 al 12,7% nel 2014 (con una punta del 13,5% toccata nel primo trimestre dell’anno), per poi assestarsi all’11,2% nel 2017. Se si guardano i numeri puri, gli italiani disoccupati erano nel 2008 1,6 milioni, mentre nel 2014 sono più che raddoppiati arrivando a sfiorare i 3,5 milioni. Gli ultimi dati del mese di agosto 2018 si attestano su poco più di 2 milioni e mezzo. Un dato che però va di pari passo con l’aumento dei contratti di lavoro a tempo determinato che, secondo l’ultima rivelazione Istat, sono 3 milioni e 143mila.

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La disoccupazione giovanile

Indicatore importante dello stato di benessere di un Paese è il tasso di disoccupazione giovanile. Nel 2008 era pari al 21,2%, nel primo trimestre del 2014 ha avuto un picco fino al 46,2%, per poi scendere al 31% nell’agosto 2018. Nel 2008 i ragazzi fra i 15 e i 24 anni senza un lavoro erano 388mila, nell’anno più duro della crisi, il 2014, sono diventati 743mila. Anche sulla disoccupazione giovanile siamo tra i fanalini di coda in Europa, sempre preceduti da Grecia e Spagna.

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