New York contro Airbnb, chi affitta casa dovrà fornire i propri dati

Stretta a New York per Airbnb: la piattaforma sarà obbligata a fornire i dati degli host (Getty Images)
2' di lettura

Il sindaco Bill de Blasio firma una norma secondo la quale la piattaforma dovrà consegnare i nomi e gli indirizzi di chi vuole mettere in affitto la propria abitazione: il provvedimento potrebbe far scattare delle multe

Norma restrittiva per Airbnb a New York. Un provvedimento firmato dal sindaco Bill de Blasio imporrà alla piattaforma per l'affitto di appartamenti di consegnare i nomi e gli indirizzi di chi prende casa in città. Si teme che l'iniziativa faccia scattare una serie di multe dirette ai proprietari degli immobili.

La legge voluta da de Blasio

La normativa approvata dall'amministrazione newyorkese prevede che non si possa affittare l'intero appartamento per soggiorni inferiori ai 30 giorni. Ciò annulla il vantaggio del prendere in locazione una struttura per brevi periodi, proprio come se fosse un albergo, ma a costi inferiori. Il Consiglio comunale ha approvato l'iniziativa all'unanimità. L'obiettivo è quello di fermare le attività illegali che vanno a danno di coloro che hanno bisogno di case popolari. La nuova normativa entrerà in vigore tra 180 giorni.

La reazione di Airbnb

Secondo Airbnb, invece, la norma è solo uno stratagemma per tutelare l'industria alberghiera. "Siamo delusi dal fatto che de Blasio abbia deciso di firmare un progetto di legge sostenuto dall'industria alberghiera invece di difendere i bisogni della classe media che si appoggia sulla condivisione delle case per andare avanti", afferma Airbnb. L'accusa è quella di aver ceduto alle pressioni del sindacato Hotel Trades Council, importante sostenitore di alcuni politici del Consiglio comunale.

I precedenti

Lo Stato di New York aveva già imposto una stretta al sistema di locazione tramite Airbnb nel 2016, con l'introduzione di multe per chi affitta appartamenti liberi per meno di 30 giorni senza la presenza del proprietario nell'immobile. Il giro di vite prese spunto da quello messo a punto in Giappone, dove con una legge è stato bloccato l'affitto delle residenze private ed è stato fissato un limite di noleggio a 180 giorni all'anno, introducendo controlli di sicurezza e multe per chi viola le regole.

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