Migranti, Boeri: servono più regolari. Salvini: "Vive su Marte?"

Economia

Il presidente dell’Inps: "Per pagare le pensioni servono più immigrati regolari", anche perché "sono tanti i lavori che gli italiani non vogliono più fare". E ancora: "Parlano i dati, non c'è modo di intimidirli". Replica il ministro: "Continua a fare politica"

Il lavoro dei migranti in Italia serve. Per questo motivo “il nostro Paese ha bisogno di aumentare l'immigrazione regolare”. È questo il pensiero di Tito Boeri, presidente dell’Inps, che a Montecitorio ha presentato la Relazione annuale. "Gli italiani sottostimano la quota di popolazione sopra i 65 anni e sovrastimano quella di immigrati e di persone con meno di 14 anni. La deviazione fra percezione e realtà è molto più accentuata che altrove. Non sono solo pregiudizi. Si tratta di vera e propria disinformazione", ha detto. Secondo Boeri sono "tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere". Nel lavoro manuale non qualificato ci sono il 36% dei lavoratori stranieri in Italia e l'8% degli italiani. Boeri, poi, ai giornalisti che chiedevano se si sentisse messo sotto sfratto da Matteo Salvini dice: "La mia risposta è nei dati e i dati parlano. Oggi presentiamo quella che è la verità che bisogna dire in Italia". Immediata la replica del vicepremier, che su Twitter scrive: “'Servono più immigrati per pagare pensioni... cancellare L. Fornero costa troppo... servono più immigrati per fare lavori che gli italiani non vogliono più fare...' Presidente #Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare di tantissimi italiani. Vive su Marte?”

Forti restrizioni fanno aumentare i clandestini

Il presidente dell’Inps, nel suo intervento, ha poi sottolineato come la storia ''ci insegna che quando si pongono forti restrizioni all'immigrazione regolare, aumenta l'immigrazione clandestina e viceversa: in genere, a fronte di una riduzione del 10% dell'immigrazione regolare, quella illegale aumenta dal 3 al 5%". Per Boeri "in presenza di decreti, flussi del tutto irrealistici", la domanda di lavoro immigrato "si riversa sull'immigrazione irregolare di chi arriva in aereo o in macchina, non coi barconi ma coi visti turistici, e rimane in Italia a visto scaduto".

Dimezzando immigrati via popolazione come Torino 

Il tema dell’immigrazione, per Boeri, non può non essere legato a quello del declino demografico, considerato "un problema molto più vicino nel tempo di quanto si ritenga". Inoltre, aggiunge, "dimezzando i flussi migratori in cinque anni perderemmo una popolazione equivalente a quella odierna di Torino". E, conclude, "azzerando l'immigrazione, secondo le stime di Eurostat, perderemmo 700.000 persone con meno di 34 anni nell'arco di una legislatura".

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